 |
A causa di un intervento all'occhio sinistro, è stato costretto a presentare
la prima di Acrinscena 2010 con una benda e occhiali scuri, ma Valerio Merola
sprizza soddisfazione da tutti i pori.
Valerio, una valutazione a freddo dell'esito della serata inaugurale di Acrinscena...
E' andata esattamente come speravo che andasse. Acri tradizionalmente a luglio
si svuota, con molte famiglie che raggiungono le località di mare, quindi
con inevitabile ricaduta sulle presenze a spettacoli simili. Nonostante ciò
e con un Anfiteatro grandissimo, in cui anche tremila presenze si disperdono,
siamo tutti molto soddisfatti per la partecipazione. Per la prima abbiamo scelto
un artista un po' particolare, Umberto Smaila, che è riuscito a
coinvolgere il pubblico, con uno spettacolo interattivo di grande efficacia.
Come definire il catellone di Acrinscena?
L'aspetto che mi preme di più sottolineare è la partecipazione.
Stiamo allestendo, con la collaborazione del coreografo cubano Adrian Ramos Merlin,
un musical e abbiamo già duecento iscrizioni. Molto entusiasmo abbiamo
registrato anche per la serata dedicata al ballo, la cui madrina sarà Milly
Carlucci, e per quella canora dedicata ai bambini, in cui sarà ospite Lola
Ponce. Ecco, questo è un aspetto di cui vado fiero, perché vogliamo
che Acri partecipi attivamente alla realizzazione della rassegna.
Cosa risponde a chi dice che non ci sono nel programma grossi nomi?
I nomi ci sono, eccome; basta leggere gli appuntamenti del cartellone. Ma non
è questo il modo migliore di vedere Acrinscena 2010, perché, come
ho già detto, in altre occasioni, la rassegna va concepita come un percorso
artistico e non come una serie di eventi messi lì alla rinfusa.
Acrinscena non è solo artisti e spettacoli, ma c'è anche un contorno.
Ti è giunta l'eco delle polemiche sulla tua nomina?
Molte volte, come in questo caso, le polemiche sono frutto di disinformazione.
Invito coloro che hanno voluto alimentare quella sulla mia nomina, in particolare,
sul mio compenso, a raccogliere le informazioni giuste. Il mio compenso è
di pubblico dominio: percepisco, come direttore artistico di Acrinscena, 40 mila
euro. La cifra è comunque onnicomprensiva di tutte le spese: aerei, ristoranti,
alberghi, auto a noleggio, ecc. Valutando questo aspetto, il margine di guadagno
si riduce sensibilmente. E poi, nel mio piccolo, tutto sommato, anche io partecipo
all'indotto economico di Acri, perché qui ho affittato appartamenti del
residence, qui mangio, qui faccio acquisti nei negozi, insomma qui anch'io spendo.
A inizio agosto condurrai un programma su Rai 2: "Restate su Rai 2".
Ci sarà spazio anche per Acri?
Certo. Acrinscena è uno degli eventi più importanti dell'estate
calabrese ed è giusto che abbia una sua degna vetrina. Nei prossimi giorni
porteremo ad Acri le telecamere della Rai per documentare la rassegna e per parlare
di questa città e dei suoi meravigliosi abitanti.
|
|
| |
|
© Riproduzione
Riservata
E' vietata la riproduzione,
la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo
blog, dei suoi articoli o di sue foto
(© Acri In Rete) presenti in esso.
|
|
|
|
|
 |
 |
 |
  Genere
dell'articolo: INTERVISTA
|
|
|
|
|
|

|
Pubblicata
in data: 20/07/2010
|
 |