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Ipocriti!

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Probabilmente la nostra classe politica ha smarrito il significato della parola vergogna, oltre ad aver rinunciato da tempo a comprendere il senso del ridicolo.
Ci vuole grande impudenza e una notevole faccia tosta oggi, nella giornata della legalità contro tutte le mafie, ad utilizzare come bandiera l’immagine di Falcone e Borsellino, senza quantomeno arrossire.
I due Magistrati, simbolo di coraggio e determinazione, vengono così ancora una volta traditi.
Nel 1992, sono stati traditi dallo Stato che li ha abbandonati, lasciandoli al loro destino di morte. Uno Stato dal doppio volto che a parole sosteneva la loro azione, mentre nei fatti si accordava alle loro spalle con la mafia arrendendosi alle richieste scritte nel cosiddetto “papello” dai corleonesi. Paolo Borsellino, dopo l’attentato a Falcone, probabilmente era venuto a conoscenza di questa ignobile trattativa. Provate ad immaginare con quale stato d’animo abbia continuato a cercare caparbiamente i colpevoli dell’attentato all’amico Giovanni, avendo, con ogni probabilità, consapevolezza che anche per lui “cosa nostra” aveva già emesso la condanna a morte.
Il secondo tradimento si è consumato poco più di un mese fa (complice anche la gran parte degli organi di (dis)informazione),dopo la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo il 20 aprile scorso.
La Corte, dopo cinque anni di processo, tra tentativi di depistaggio e delegittimazione dei magistrati, ha individuato i responsabili e condannato chi nelle Istituzioni tradì il giuramento alla Costituzione e la fiducia dei due giudici, accordandosi in un patto sciagurato con la mafia. Una storica sentenza questa, così clamorosa che avrebbe dovuto suscitare indignazione e scalpore mediatico. Invece nulla, aldilà’ della notizia di condanna.
Oggi, nel giorno dell’anniversario dell’attentato di Capaci, non tutti quelli che portano la bandiera con i loro volti per ricordare il loro sacrificio ne sono degni; non né degno chi strumentalizza la memoria di Falcone e Borsellino senza stigmatizzare la trattativa Stato-mafia, e come potrebbe farlo? Il valore della memoria è custodito in modo degno dai cittadini e dalle associazioni che si sono riconosciuti nei valori dei due Magistrati e che hanno creduto e credono nelle loro idee, sperimentando sulla loro pelle il rischio.
La legalità e la coerenza sono idee che continuano a camminare sulle gambe dei cittadini onesti per essere veicolate alle nuove generazioni, nelle scuole e ovunque ci sia la necessità di ribadire che solo la legalità, l’osservanza delle regole e il rispetto degli altri consente di vivere in una società civile. Di ipocriti e nemici della mafia a convenienza, o a beneficio di telecamera non se ne sente proprio il bisogno, men che meno in questo giorno !

PUBBLICATO 23/05/2018 | © Riproduzione Riservata



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