C'era una volta l’affido diretto… e c'è ancora!
Innovatori della Politica
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Se il titolo del nostro articolo fosse l’incipit di una fiaba, sarebbe non tanto quello de “Il Principe felice” quanto piuttosto de “Il Sindaco incoerente”.
Difatti come l’attenta cittadinanza senz’altro ricorderà, quando l’attuale “Signor Sindaco” era un consigliere seduto tra i banchi dell’opposizione, appariva fra i più convinti sostenitori dell’abolizione del gettone di presenza, salvo poi cambiare rapidamente idea appena passato dall’altra parte della barricata. D’altro canto, allo stesso modo, egli criticava aspramente l’operato delle amministrazioni precedenti, colpevoli a suo dire di ripararsi troppo agevolmente dietro lo scudo delle difficoltà economiche al fine di giustificare la penuria di risultati, mentre oggi il dissesto viene quasi sbandierato con orgoglio e considerato insostenibile fardello che blocca il processo di crescita. Il capolavoro dell’incoerenza però, lo abbiamo registrato in merito all’utilizzo dello strumento dell’affido diretto, che da bistrattato mezzo adoperato in passato per favorire l’assegnazione di prestazioni, veniva visto non certo di buon grado soltanto qualche mese prima delle scorse elezioni. Dello slogan che recitava meno affidi diretti, è rimasta però solo la bella intenzione e null’altro. A riprova di ciò, ci chiediamo che senso abbia affermare che viviamo uno stato di dissesto, quando poi contemporaneamente vengono stanziati 47.580 euro affidando un lavoro elettrico di sostituzione delle lampadine ad una ditta esterna, come facilmente consultabile nell’apposita sezione dell’albo pretorio comunale. Non contestiamo ovviamente questa scelta sotto il profilo della legittimità, quanto piuttosto dell’opportunità; ci piacerebbe conoscere le motivazioni per cui una ditta esterna è stata preferita alla forza lavoro degli operai già in dotazione al comune di Acri, con i quali molto probabilmente si sarebbe ottenuto un preventivabile risparmio in termini economici. Da tutto ciò emerge chiaramente che la virtù più manifesta dell’attuale amministrazione sia quella della contraddizione. Proprio riguardo l’attuale maggioranza, nello scorso Consiglio Comunale abbiamo assistito, a dire il vero non senza difficoltà a causa della mancanza di dirette streaming sui social o sulle emittenti televisive locali, tra l’altro una delle migliori conquiste raggiunte poiché favorisce la partecipazione popolare, ad un’ulteriore destabilizzazione rispetto ai già fragili equilibri intrinseci alla stessa; a chi ci etichettava come buontemponi, consigliamo vivamente di volgere con più attenzione lo sguardo non solo verso di noi, che ci limitiamo ad una serena critica politica, quanto piuttosto verso coloro che incensano l’operato dell’attuale squadra di governo in pubblico, salvo poi criticare lontano da Palazzo Gencarelli, al fine di ricercare un più ampio consenso. Prendendo in prestito tale termine, pensiamo inoltre che forse sia arrivato il momento di presentare una mozione di sfiducia per il Presidente del “Civico Consenso”, in modo tale che possa andar via anche senza il suo di consenso. Proprio parlando di consenso ringraziamo infine i numerosi cittadini, soprattutto giovani, che sempre più si stanno avvicinando al nostro gruppo, sia sostenendoci che soprattutto fornendoci idee e spunti di riflessione, i quali rappresentano la linfa vitale da cui attingiamo la forza per andare avanti ogni giorno, e che come noi non vorrebbero correre il rischio di veder popolato Palazzo Gencarelli da un altro personaggio fiabesco: dopo il “Sindaco incoerente” anche il “Presidente senza S.I.”. Ai cittadini di questo comune, come sempre, il sommo giudizio su quanto accaduto. |
PUBBLICATO 17/10/2018 | © Riproduzione Riservata

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