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Letture su Giuseppe Scaramuzzo

Foto © Acri In Rete
Vincenzo Rizzuto
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Ho appena finito di leggere l’ultima fatica dell’amico Giuseppe Scaramuzzo: “Gli emigrati acresi nelle Americhe e la Grande Guerra”, edita per i tipi l’ecoJonico, Rossano,2018.
Un’opera, quest’ultima, che, insieme agli altri precedenti lavori: “Nascita di un comune democratico Acri 1861/1952 Storia cronaca memoria”, Grafisud, Rossano,2013; “Storia di gente comune, i soldati acresi nelle guerre del Novecento”, Grafisud, Rossano, 2010; “Partigiani e combattenti di Acri nella seconda guerra mondiale”, Grafisud, Rossa-no,2005, rappresenta un vero e proprio monumento a tutta la nostra Comunità presilana.
Una fatica, nel suo insieme, davvero notevole, che ha visto lo studioso impegnato in raffinati e complessi scavi certosini tra testimonianze dal vivo, archivi pubblici e privati alla ricerca di fonti non solo inedite ma originali e assai preziose- E il grande merito di Scaramuzzo non sta solo nella ponderosa mole dei suoi scritti, ma anche nella grande maestria con cui ha ricostruito con rigore scientifico le condizioni storiche, economiche e sociali in cui gli infiniti accadimenti si sono svolti.
Lo studio della storia, in quanto sapere ‘vettoriale’, include padronanza di un sapere quanto mai complesso e difficile da dipanare, e Scaramuzzo in questi suoi vasti lavori di scavo e ricostruzione del sapere storico si è mosso con esemplare competenza come solo un ingegno di razza sa fare.
In questi suoi numerosi lavori è riuscito a ricostruire attraverso un tempo assai lungo, che va dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, la storia dell’intera Comunità acrese: una Comunità colta però non nei limiti ristretti e acritici di un campanilismo autoreferenziale, ma nel più vasto ed esaustivo quadro critico della storia nazionale; uno spaccato, quindi, quello ricostruito dallo storico Scaramuzzo, che si estende su vari fronti, dalla realtà locale a quella internazionale, e descrive minuziosamente e in termini universali il “Gran grottesco umano” di memoria verghiana.
Un quadro spesso dolorosamente ripetitivo delle miserie che l’uomo di tutti i tempi ha generato con il suo egoismo: da qui le descrizioni toccanti che Scaramuzzo fa dei soprusi, della miseria, delle guerre o delle massicce migrazioni che hanno subito le nostre popolazioni in un passato non tanto remoto, un po’ come continua a succedere puntualmente ai nostri giorni ad altre sfortunate popolazioni di altre latitudini. E Giuseppe Scaramuzzo con acume non dimentica di invitare costantemente il lettore a riflettere sulla storia del passato per comprendere criticamente il presente, per sapere chi è e da dove viene.
Per questa alta finalità pedagogica, rivolta sopra tutto ai giovani, cui lo studioso ha sempre tenuto fermo lo sguardo, non posso che ringraziare di cuore l’amico Scaramuzzo.

PUBBLICATO 10/04/2019 | © Riproduzione Riservata



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