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Quanta tristezza

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Intendiamoci bene, chiedere scusa è sempre un’ottima cosa. L’Amministrazione Comunale sulla questione della mancanza di loculi lo ha fatto, quindi c’è da compiacersene.
Nel recente passato non era una pratica usuale, anzi. Aldilà però di quanto l’Amministrazione abbia fatto e che la stessa giustamente rivendica, la domanda (come direbbe il caro vecchio Lubrano) sorge spontanea: Un’Amministrazione in carica da due anni, può farsi trovare in ritardo rispetto a questioni fondamentali come queste? Giustificarsi è legittimo, tuttavia ammettere che qualcosa non abbia funzionato al meglio penso sarebbe stato utile.
Alcuni degli argomenti addotti a sostegno della tesi difensiva (per dirla con lessico giuridico) appaiano francamente deboli se non addirittura controproducenti.
Per esempio: che un loculo costasse 600 euro, meno quindi del costo della sua realizzazione (850), e questo avrebbe favorito il “ricongiungimento” di parenti, appare poco pertinente se come sembra vero, vi sono stati non moltissimi casi in due anni.
Si è poi evidenziato che oggi il costo di un loculo sia passato a ben 1.200 euro, se però consideriamo le 850 per la realizzazione il nuovo costo appare francamente eccessivo. 350 euro di ricavo per loculo appaiono decisamente troppi, non credo che si vogliano risanare i debiti del dissesto facendo cassa sui defunti.
Sarebbe grottesco se le mirabolanti, quanto spesso inutili consulenze date in passato ad amici, o gli onerosi incarichi legali dati a gogò trovassero ristoro anche sul dolore e sulle spalle delle famiglie colpite da un lutto, non vi pare?
Comunque sia, non penso che questo possa considerarsi un provvedimento popolare per l’ Amministrazione di un Comune nel quale la gente vive un grave disagio economico
. Rimodularne quindi il costo non solo credo sarebbe saggio, ma opportuno.
In questa vicenda quello che trovo davvero singolare, persino imbarazzante, è che a parte qualche eccezione, l’opposizione (quale?) sia rimasta sostanzialmente in silenzio.
È vero che, mai come in questi casi, sarebbe inopportuno fare strumentalizzazione, ma è anche vero che questa è materia di riflessione politica.
Se ora quindi si preferisce fare come gli struzzi e ficcare la testa sotto la sabbia, e lasciare che gli altri si “sporchino le mani”, non la si può tirare poi spavaldamente fuori solo in Consiglio Comunale magari per sventolare le cose a propria convenienza. O no?
Comunque la si guardi questa vicenda genera molta amarezza, scriverne è un dovere civile, però nel farlo quanta tristezza.

PUBBLICATO 17/05/2019 | © Riproduzione Riservata



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