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Summer school ed un decalogo-agenda per la città

Foto © Acri In Rete
HortusAcri
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Una Summer School di Architetti, Urbanisti, Designer, Artisti per contribuire al cambiamento dei luoghi pubblici di Acri e un decalogo di punti irrinunciabili per cambiare il corso delle cose.
Hanno preso il via le attività della Summer School di Hortus Acri luglio-agosto 2019.
Domenica 28, in una delle sale del Palazzo Sanseverino-Falcone, è stata inaugurata la prima parte del Laboratorio di Design Resiliente, promosso dall’Associazione.
Sono circa 20 i protagonisti tra docenti universitari e allievi, provenienti dal più parti d’Italia, studenti dei corsi di laurea di Architettura dell’Università di Pescara, Matera, Milano con la presenza, inoltre, di alcuni giovani acresi.
Le attività della scuola estiva sono iniziate lunedi 29 e porteranno il gruppo a lavorare su un progetto mirato: ridare significato urbano ed estetico al corso Sandro Pertini, con il progetto di una seduta/panchina, alcuni erbari tipici delle essenze di Acri, un’opera di arte dell’artista Luca Mauceri di Firenze, attraverso un’attività laboratoriale per le strade della cittadina. All’inizio del lavoro si condividono le idee e le strategie su cui si svilupperanno le attività della Summer School, che prevedono tra l’altro anche la realizzazione di architetture temporanee, una installazione di Land Art, una mostra dedicata a Matera, come doni di HortusAcri alla città e alla comunità acrese.
I progetti saranno donati ad Acri il 6 agosto pomeriggio e riassunti nella medesima serata del festival Resta[r]te mentre l’inaugurazione del Festival è prevista per il 5 agosto.
Decalogo-agenda per una comunita’ resiliente, per cambiare e continuare a sperare nel futuro.
Sostenere e incentivare un circuito di agricoltura biologica, orti urbani, riprendere colture agricole in via d’estinzione, definire una piattaforma turistica originale, autentica e a misura del contesto acrese, ma dentro il circuito internazionale del Turismo lento; “Piantiamola”, ovvero piantarla di costruire edifici ovunque, al contrario piantare tanti alberi nell’area urbana per il numero di abitanti presenti ad Acri; “Inferno Purgatorio Paradiso”, ritornare alla bellezza dei nostri luoghi, avviare una nuova pianificazione urbanistica e paesaggistica, partecipata e condivisa, promuovendo la riqualificazione degli edifici esistenti, piuttosto che la costruzione di nuovi, riprogettando gli spazi pubblici e i luoghi collettivi; riattivare il circuito dei negozi, delle abitazioni, degli edifici abbandonati, con incentivi a privati e collaborazioni con il pubblico; tenere le scuole aperte in forma permanente, come laboratori culturali, sociali, attivando nuovi circuiti di alternanza scuola-lavoro; incentivare l’uso di energie alternative e prodotti ecologici, di cibo a chilometro zero, di prodotti locali piuttosto che globali.
Costruire un processo virtuoso di economia circolare; abolire i costosi, pochi e inutili musei tradizionali, attivare il progetto di una rete diffusa di piccoli, diversificati, ma significativi centri espositivi e luoghi per l’arte, la cultura, la storia, ospitando officine per i giovani e per far rientrare e attirare talenti acresi e non.
Candidare Acri come sede di un forum permanente delle culture mediterranee e appenniniche, con un centro studi e ricerche dedicato; attivare forme di collaborazione permanenti con Università e centri di ricerca, incentivare la presenza di Summer e Winter School, come percorsi di formazione alternativa e periodica post laurea, su argomenti specifici: attrarre studiosi e studenti; “Adotta un edificio”, ossia incentivare forme di adozione, aperta a tutti i cittadini, locali e non, di edifici storici, pubblici e privati, per recuperarli e immetterli in un circuito turistico, culturale e sociale; attivare un percorso di ospitalità per famiglie di rifugiati, profughi, persone amanti del turismo lento e dell’integrazione tra popoli e persone, destinando loro case abbandonate e luoghi in disuso.

PUBBLICATO 30/07/2019 | © Riproduzione Riservata



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