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Signor Sindaco, non si va in trincea a mani nude

Foto © Acri In Rete
Antonella Abbruzzese - Luigi Gallo
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Egregio signor Sindaco,
non si va in trincea a mani nude e con il volto scoperto, o peggio ancora con una mascherina di fortuna.
Il Covid-19 è una realtà nel nostro territorio, e la paura inizia a diventare sempre più palpabile.
La gente, oramai, in preda alla confusione più totale, tenta di difendersi come può e c'è chi addirittura non ci prova nemmeno.
Lodevoli sono le iniziative di cittadini che, con dovere solidaristico, si sono ingegnati e stanno preparando in casa mascherine di stoffa.
Peccato che questo virus sia così resistente ed insidioso da passare attraverso il tessuto.
Queste tipologia di mascherine non solo è inadeguata per proteggerci dal coronavirus, ma è anche pericolosa.
Il rischio è quello di generare la convinzione in chi le indossa di poter contravvenire al fondamentale rispetto della distanza di sicurezza e alle altre norme di igiene che impediscono il passaggio del virus.
Ulteriore pericolosità è rappresentata dal fatto che questo materiale ovviamente non è idrorepellente, favorendo il deposito e lo sviluppo di eventuali agenti contaminanti (come batteri e altri patogeni), pertanto, è noto che, questa tipologia di mascherine fai da te, non è in grado di fornire alcun tipo di protezione né alla persona e né ai terzi.
Riserve si sollevano anche in merito alla idoneità delle mascherine chirurgiche: e’un fatto accertato che le uniche mascherine in grado di evitare il contagio siano quelle classificate come DPI FFP2 e FFP3, conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 149:2009, recanti il marchio CE.
Bisogna dotarsi di dispositivi che siano efficienti ed efficaci, pertanto, La invitiamo, quale autorità competente in materia di igiene e sanità, a richiedere le mascherine indicate poc’anzi oppure, in casi estremi, il materiale idoneo alla realizzazione delle mascherine, anche fai da te, che ci consentano realmente di proteggerci dal Covid-19.
Diversi comuni si sono già attivati in tal senso.
La invitiamo, dunque, a provvedere nel più breve tempo possibile, consegnando almeno una mascherina per famiglia o il materiale per la loro realizzazione.
La sicurezza deve essere al primo posto, soprattutto per chi in questo momento è impegnato in prima linea, (operatori sanitari e forze dell'ordine), ma vanno anche tutelati tutti coloro che, per altre esigenze lavorative, sono a diretto contatto con il pubblico e che, con grandi rischi, garantiscono servizi agli utenti, senza dimenticare le fasce più deboli.
La invitiamo, altresì, a dotare tutti i supermercati egli uffici pubblici di rilevatori termici per misurare la temperatura corporea che costituisce il primo step per la prevenzione.
Questa nostra nota vuole essere l'inizio di un nuovo dialogo con l'istituzione Comune; per molto tempo la nostra comunità ha subito le decisioni scellerate del governo centrale e regionale, adesso basta!
Spolveriamo i tanti perché che hanno mortificato la nostra comunità, determinando criticità sul piano sociale, del lavoro, dello sviluppo e della salute.
Perché è stato ridimensionato l'ospedale di Acri?
Perché non si è ancora realizzato il tracciato Sibari- Sila?
Perché esistono oramai da anni opere iniziate e non ancora completate?
Perché è stato distrutto il terziario impiegatizio che costituiva un valido sostegno all'economia del paese?
Perché le imprese dei vari settori non hanno avuto lo sviluppo necessario per l'arricchimento del territorio?
Caro Sindaco, adesso andiamo a caccia dei responsabili e faremo note ai dovuti organi competenti.
Il dopo virus sarà un periodo di grande lotta e faremo di tutto per sensibilizzare e creare una nuova coscienza partecipata a reattiva.
Fiduciosi di una sua collaborazione, Le porgiamo i più cordiali saluti.

PUBBLICATO 17/04/2020 | © Riproduzione Riservata



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