Buoni fruttiferi postali prescritti: l'Abf dà ragione al risparmiatore al quale era stato negato il rimborso
Roberto Saporito
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La vicenda risale allo scorso autunno, quando un cittadino del luogo, A.B., 48enne, si reca presso l’ufficio postale di Acri centro per ottenere il rimborso di un Buono Fruttifero Postale della durata settennale, a lui intestato e sottoscritto nel 2002, quindi con scadenza 2009.
C’è da dire che i suddetti Prodotti vanno in prescrizione decorsi dieci anni dalla scadenza. Il risparmiatore si è visto negare il rimborso proprio perché decorsi i 10 anni. In seguito ha inoltrato reclamo alle Poste, senza ottenere alcun effetto, quindi ha deciso di rivolgersi ad un legale, nella specie l’avv. Maurizio Feraudo, il quale, invece di optare per l’azione giudiziaria, che di certo avrebbe comportato un allungo dei tempi di risposta, ha avviato la procedura dinanzi all’Arbitrato Bancario e Finanziario competente per la Calabria al fine di risolvere stragiudizialmente la delicata questione. Le ragioni esposte da Feraudo, durante il contraddittorio con Poste Italiane, hanno convinto l’Organo giudicante adito il quale, con una decisione assunta qualche giorno fa, ha accolto il ricorso ed ha disposto che Poste Italiane Spa dovrà provvedere al rimborso del Buono Fruttifero. I buoni fruttiferi postali, come risaputo, sono dei prodotti di investimento cari agli italiani perché non hanno costi di sottoscrizione e perché sono garantiti dallo Stato. Spesso, i risparmiatori dimenticano di incassarli. Pare che negli ultimi tempi sempre più cittadini sono costretti a rivolgersi ad un legale per far valere le proprie ragioni. |
PUBBLICATO 07/05/2020 | © Riproduzione Riservata

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