Il Natale di un tempo
Simona Cozzetto
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Era dicembre, e la mia mente inizio' ad andare indietro di un tempo racchiuso gelosamente in quel bagaglio di memoria che profumava di the caldo bollente. Di colpo diventai nuovamente bambina, dove impazientemente, aspettavamo i primi giorni di dicembre, per addobbare quell'albero di Natale che sapeva di antico e di bosco selvatico. Mi ricordo quei momenti che anticipavano il Natale, tra le candele accese, lustrini dorati e fiocchi rossi che sapevano di avvento. Ogni momento sembrava magico e inatteso, come un modo per ritrovarsi in famiglia e alleggerire ogni peso. Aspettavamo tutti insieme il Natale come un momento per rendere piu' magica la nascita del Bambin Gesu', come segno di unione e amore unico per ritrovare piu' coraggio. I profumi di un tempo inebriavano la mente, ricordavano presenze e abbracci piu' eloquenti e aspettavamo impazientemente la vigilia di Natale per sigillare i ricordi che un giorno avrebbero reso piu' vero ogni atto d'amore. E poi, quelle luci sospese sui tetti e sui muri, scaldavano misteriosamente anche la luce nascosta di quei cuori piu' fragili e duri. Arrivando alla vigilia di Natale, ci ritrovavamo tutti insieme seduti a tavola, un modo per unire tutti e ritrovare quel calore dei ricordi, dal sapore di buccia d'arancia piccante e amaro. Era il tempo delle tavole bandite con tovaglie e merletti ricamati a mano e le maestose tredici pietanze. Ero li, davanti a quel camino ancora scolpito dal profumo di ogni cibo preparato in maniera minuziosa. Ero nuovamente grande, abbracciavo i ricordi e continuavo a immergermi nei colori e nei profumi immagazzinati nella memoria del tempo.
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PUBBLICATO 14/12/2020 | © Riproduzione Riservata

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