OPINIONE Letto 2412  |    Stampa articolo

Ma il Commissario c'è?

Foto © Acri In Rete
Vincenzo Rizzuto
condividi su Facebook


Dopo vari ‘esperimenti’ non ‘in vitro sed in corpore vivo’, portati avanti con la nomina di più Commissari mal riusciti, la povera, derelitta sanità calabrese è stata affidata ancora ad altro Commissario di cui, però, fino ad oggi non si avverte alcuna presenza fattiva nell’ambito del tessuto sociale, martoriato non solo dal Covid ma dalle carenze di sempre: poliambulatori chiusi o del tutto mal funzionanti, ospedali chiusi o del tutto carenti di personale e di attrezzature adeguate; per non parlare di apparecchiature, come risonanze, tac, ecografi, spesso comprate e lasciate inutilizzate come avviene, per esempio, nell’ospedale di Acri, dove tac e risonanza stanno accese notte e giorno senza erogare alcuna prestazione per mancanza di personale addetto.
Una situazione davvero kafkiana, che ogni giorno butta nella disperazione più nera migliaia di persone, bisognose di cure e di attenzione che non riescono a trovare da nessuna parte nelle strutture pubbliche, e che solo in parte riescono ad avere nelle strutture private convenzionate e non, previo naturalmente esborso continuo di danaro che non tutti si possono permettere.
E così, quando la tasca del calabrese è vuota, si rinuncia alle visite, alle analisi, alla prevenzione e alle medicine, e si tira a campare alla meno peggio, affidandosi al ‘Padreterno’, che, quando non è possibile il miracolo, risolve il problema aprendo le porte del Paradiso!
Da noi in Calabria, da decenni, da sempre, ci si deve affidare al ‘santo’; non c’è Commissario che tenga, che apra gli occhi sullo sfacelo che ovunque dilaga, fatto di ruberie con le quali oltre il 70% dell’intero bilancio regionale viene dilapidato in una sanità folle, volutamente lasciata nelle mani di ‘grassatori’, che ad ogni passo prelevano il ‘pizzo’ come ‘Ghino di Tacco’, altro toscanaccio di Siena, immortalato da Dante nel VI canto della Commedia.
Siamo stanchi e non ci rimane che chiedere a tutti di lanciare almeno un grido corale di dolore, di ululare come fa il lupo nelle notti insonni, senza aspettare ancora altri santoni, altri salvatori della patria, altri super commissari, di cui spesso, troppo spesso, da noi, non si riesce ad intravvedere neppure le vere sembianze.
E allora?,“ Voglio ululare forte al vento come lupo mannaro alla tormenta...” (versi da Fiori di pietra).

PUBBLICATO 12/02/2021 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

NEWS  |  LETTO 765  
Piano esecutivo di gestione 2026. Ecco i nuovi dieci responsabili di settore. Conferme e new entry
La giunta comunale ha provveduto a costituire i nuovi Settori per il.... ...
Leggi tutto

IL CASO  |  LETTO 292  
L’arcobaleno vince 2 a 1
Domenica scorsa a Reggio Calabria si è giocato l’incontro di calcio.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1217  
Processo Acheruntia. Il Comune contro se stesso: il caso Maiorano
Dopo quasi dieci anni, secondo fonti accreditate, prima dell’estate dovrebbe arrivare finalmente la sentenza di primo grado per alcuni imputati del processo Acheruntia. È un passaggio atteso da tempo, ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 542  
Prendere lezioni si può, ma dipende da chi
Una delle cose più strane di cui ho memoria è la vicenda del contributo al sig. Gallo per la pubblicazione del suo libro. Ancora più strano è che il comune non abbia proferito parola ma sia stato il d ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 336  
Impianti sportivi, un’altra occasione persa
Prendo atto della delibera di Giunta del 13 gennaio 2026 con cui.... ...
Leggi tutto