Covid19. Il 18 marzo sarà la Giornata nazionale delle vittime
I.C. Padula
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Si è celebrata il 18 marzo, a Bergamo, città martire, la prima “Giornata nazionale delle vittime” in ricordo dei morti del covid-19, approvata dal Senato nei giorni scorsi.
Di quel 18 marzo 2020 è rimasta impressa nella memoria tutti noi l’immagine della marcia funebre dei carri militari che trasportavano 65 bare dal cimitero di Bergamo verso altri luoghi. Nella città lombarda si è svolta una cerimonia a cui ha preso parte il presidente del consiglio, Mario Draghi, che ha lanciato l’importante messaggio di dover ricostruire senza mai dimenticare. “Lo Stato c’è e ci sarà”, ha affermato il Premier. Pensiero accentuato dall’inaugurazione di un bosco, il Parco “Martin Lutero”, simbolo di rinascita del dolore e del ricordo di tutte le vittime attraverso la piantatura di ben 300 alberi. La commemorazione è continuata con l’accensione della lampada benedettina, la Torcia della pace, portata da Norcia e quest’anno eccezionalmente presente sia a Roma, allo “Spallanzani”, che a Bergamo, al “Giovanni XXIII”, con la speranza che essa possa portare una nuova pace e che riesca a sanare tutte le ferite. Tutto ebbe inizio nel gennaio 2020 in Cina. Il resto del mondo osserva e il rischio viene sottovalutato; il 7 gennaio le autorità cinesi identificano il nuovo virus chiamato 2019-nCoV, facente parte della famiglia dei Coronavirus. Il 14 gennaio si verifica il primo caso fuori dalla Cina, in Thailandia, è una donna 62enne arrivata da Wuhan. Il 20 gennaio esperti cinesi rivelano che il virus si trasmette da uomo a uomo. Il 23 gennaio Wuhan entra in lockdown, seguita da altre tre regioni cinesi, scatta l’obbligo di non uscire di casa e indossare le mascherine. Il 31 gennaio il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, conferma i primi due casi di contagio riscontrati in Italia: si tratta di due turisti cinesi. Febbraio 2020, un uomo di 38 anni, residente a Codogno, risulta positivo al coronavirus, è “il paziente 1”, e nel giro di poche ore vengono registrate la positività di altre quattordici persone. E’ l’inizio dell’emergenza in Italia. Il 23 febbraio scatta l’implementazione delle cosiddette zone rosse in 11 comuni tra Lombardia e Veneto. Marzo 2020: La situazione precipita, i casi aumentano e i decessi anche. Il governo “chiude” la Lombardia e dopo pochi giorni l’intero Paese. Le attività scolastiche vengono sospese. Il resto è storia recente, fatta di morti e sofferenze. Noemi Gencarelli, Noemi Guido, Ludovica Meringolo, Melissa Morrone, Maria Adimari. I.C. Padula, Progetto Pon “Young business game”, 2020-2021, tutor interno Pia Maria Pellegrino, esperto esterno Roberto Saporito. |
PUBBLICATO 19/03/2021 | © Riproduzione Riservata

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