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Maggio e le sue curiosità

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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Il mese di maggio è sacro a Maia, figlia di Atlante e madre di Mercurio. Nella tradizione romana si trattava di una Dea del fuoco e del calore sessuale, il suo nome significa Ma (Madre) e Maius (abbondante).
Ogni primo Maggio i sacerdoti del Dio Vulcano, ritenuto suo figlio e nello stesso tempo suo sposo, offrivano a tale dea una scrofa gravida affinché anche la terra potesse essere, da questo momento, ricca di frutti. A tal proposito, il nome del maiale deriva da quello di Maia (sus maialis) ma non solo, il vocabolo ha dato origini anche alla parola Maestà (MAIESTA). Gli antichi culti pagani riservavano a questo mese la celebrazione delle “nozze sacre” ovvero l’unione della Dea e del Dio.
Era vietato sposarsi a maggio ma nello stesso tempo si trattava di un tempo propizio per i fidanzamenti e per avere figli.
Nel XVII sec. La Chiesa dedicò tale mese alla Vergine Maria e , per questo motivo, fu severamente vietato benedire un matrimonio in questo periodo.
I Celti il primo maggio festeggiavano Beltane (fuoco lucente) in onore al Dio Belenus protettore della luce, del fuoco e della guarigione, in suo onore i Druidi accendevano dei grandi falò. In alcune parti del mondo la vigilia del primo Maggio, si allestiva (usanza praticata ancora oggi in alcune regioni) un enorme palo e lo si decorava con fiori e nastri, si ballava intorno a questo simbolo fallico nella speranza che la primavera potesse esplodere nella sua abbondanza.
Il Cristianesimo, per contrastare tali pratiche pagane, chiamò la notte del 30 aprile “di Valpurga”, dedicandola ad una santa che aveva il compito di contrastare le stregonerie e proteggere le anime pie durante i festeggiamenti di questo Sabba.
In passato, gli abitanti dei villaggi scappavano nei boschi per fare l’amore e i bambini nati da questo atto erano da considerarsi figli degli Dei. S
i trattava di “magia simpatica popolare” che si pensava avesse risvolti positivi per i raccolti, gli animali e la comunità stessa.
Durante questi festeggiamenti venivano eletti un Re e una Regina di maggio che rappresentavano rispettivamente la Dea e il Dio, entravano nel rito cavalcando un cavallo bianco e uno nero, l’uomo era detto anche “signore del palo di maggio” , la donna “Vergine madre”.
I due venivano incoronati con dei fiori e alla celebrazione sarebbe seguita una notte d’amore.
L’unione tra i due “sacerdoti” , nota come “matrimoni di maggio”, poteva durare solo fino all’alba o un anno e un giorno.
Il palo fallico, importane nel rito, era solitamente il pino utilizzato durante Yule (solstizio di inverno/Natale), in cima vi era la ghirlanda di fiori che rappresentava il sesso femminile, i nastri erano rossi per il Dio e bianchi per la Dea, si fermavano in cima e le persone che vi danzavano intorno li intrecciavano in un simbolico richiamo dell’unione sessuale delle divinità. Nel rito Celtico era importantissimo il rituale del fuoco, nel falò venivano bruciate nove erbe sacre.
Il fuoco in casa era spento e riacceso successivamente con i carboni sacri del rituale, le ceneri erano sparse per benedire campi e abitazioni .
Quando il fuoco era in procinto id spegnersi, vi si faceva passare il bestiame attraverso per essere guarito e consacrato, anche i partecipanti saltavano tre volte sul fuoco per ottenere buona fortuna e le coppie suggellavano le loro promesse d’amore scavalcando il falò insieme.
Un’ulteriore usanza era quella di “portare dentro Maggio”, la notte del 30 aprile si usciva nei campi e ci si adornava di fiori che venivano portati nelle proprie case e appesi alle porte degli altri abitanti in cambio di dolci.
Si trattava inoltre di un momento propizio per il ricamo e si pensava che l’unione dei fili per mezzo dell’ago potesse intrappolare lo spirto benevolo di Beltene.
Si purificavano le case per mezzo di bacche di ginepro e si raccoglievano le acque dei corsi d’acqua poiché si riteneva che facendovi il bagno per i successivi tre giorni, si potessero preservare la bellezza e la giovinezza.

PUBBLICATO 02/05/2021 | © Riproduzione Riservata



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