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Storie di una realta’: La’ Mucone

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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Premettendo che amo il mio “Borgo natio” più di ogni altro posto al mondo, tuttavia, non posso non notare che sono molte le cose che non funzionano. Forse prima di tutto la mentalità, quella rassegnazione o comunque accettazione passiva degli eventi. Secondariamente i cari politici (di ogni tempo passato e presente) che hanno contribuito al regresso della zona, senza avere l’intelligenza di capire che il benessere di una frazione così popolata avrebbe potuto favorire anche Acri stesso. Ribadisco un concetto semplice ma nello stesso tempo abbastanza complesso da comprendere: Acri e le sue frazioni sono la stessa cosa. Vivere in questa parte di territorio è difficile, scomodo e persino pericoloso. Non esistono strade ed è stato già detto più volte, quelle che dovrebbero collegarci con la città o il paese possono considerarsi mulattiere, depositi di immondizia, piene di voragini e, di questi periodi, anche di tantissima erba che occlude la visibilità ((Si abbia almeno la decenza di provvedere al più presto a questo disagio). Recentemente si è denunciata la mancanza di medici sul territorio, di certo la testata in questione ha scoperto l’acqua calda all’improvviso! Non solo mancano i dottori in guardia medica ma non c’è mai stata una struttura idoneamente attrezzata per prestare soccorso e vi dirò di più, fino a qualche tempo fa almeno potevamo contare su dei medici di base che prestavano servizio in uno studio al centro di Serricella, ora non più, bisogna comunque prendere la macchina. D’altra parte spostarsi è un incubo, con il mal tempo e il bel tempo, quando c’è nebbia non esiste una banchina per orientarsi, quando piove frana tutto (grazie anche agli incivili che appiccano ogni estate incendi), quando c’è il sole si deve comunque cercare di non rompere la macchina in qualche fosso. Nonostante ciò , ci sono persone che viaggiano tutti i giorni per lavoro su queste strade mettendo a repentaglio la propria vita, c’è gente che si sposta per visite mediche, in stato interessante o con problemi di salute eppure la questione non cambia: I civili restano muti e i politici sordi. La mente di tutti è restia al cambiamento. Tra le altre mancanze, a Serricella centro non esistono spazi per fare una passeggiata o un parchetto per i bambini, nonostante ci siano molte zone che si presterebbero ad un eventuale progetto. Un luogo favorevole, ad esempio, potrebbe essere quello dove attualmente si trovano dei parcheggi (mai utilizzati perché pur di non fare qualche passo la gente si accalca tutta nell’unica piazza adiacente alla Chiesa e che, intelligentemente, è aperta al traffico). Da queste parti vige un modo di pensare strano e per alcuni aspetti opprimente per chi vorrebbe vedere il proprio territorio crescere. Spesso ci si lamenta di vivere in una zona morta ma, nello stesso tempo, quando si organizza qualcosa di diverso tutti restano a casa e non aderiscono alle iniziative ( spesso per antipatie o invidie). In passato si è cercato di creare dei posti dove permettere ai bambini di ritrovarsi dopo la scuola: palestre, ludoteche e così via ma sono state chiuse poco dopo (non sia mai sottrarre del tempo alla televisione o ai telefonini). Ciò che è certo che ,come dice il detto, alla disgrazia si sono unite la casa vecchia e il terremoto e non so chi abbia maggiore responsabilità tra politici e cittadini di questo stato delle cose ma dovremmo capire tutti che in questo modo, si creano le condizioni per essere propensi a spostarsi in altri comuni vicini ad Acri. Sicuramente anche questi presentano qualche problema (tutto il mondo è paese) ma possono almeno contare su di una rete viaria migliore e su di maggiori servizi. Peccato perché questo nuoce all’economia e alla crescita di Acri che, insieme al suo territorio, presenta un grosso potenziale che gli altri comuni possono solo invidiarci.

PUBBLICATO 17/05/2021 | © Riproduzione Riservata



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