Tragedia cabinovia. Tra i morti anche due cosentini. Siamo al sicuro?
Roberto Saporito
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Sebbene non coinvolga il nostro territorio, ci occupiamo di un evento che ci ha lasciano senza parole e basiti; la tragedia della cabinovia in Piemonte, nei pressi del lago Maggiore, avvenuta questa mattina.
Al momento sono 14 le vittime tra cui due ragazzi cosentini, Serena Cosentino, 27 anni di Diamante, da alcuni mesi trasferitasi a Verbania dove aveva vinto un concorso come borsista di ricerca al Cnr prendendo servizio il 15 marzo ed il fidanzato Mohammadreza Shahaisavandi, 23 iraniano. Anche lui risulta residente a Diamante, ma viveva a Roma dove studiava. Il ragazzo era andato a trovare la fidanzata a Verbania. Secondo le prime notizie pare che l’incidente sia stato provocato dal cedimento di una fune, a 100 metri dall’arrivo in cima. La cabina è caduta da un’altezza di 20 metri, ha rotolato per altrettanti per finire la corsa contro degli alberi. Gli occupanti erano tutti turisti. La struttura era stata revisionata nel 2016. Rabbia e indignazione per questa ennesima tragedia. Ci muoviamo per lavoro, per necessità e per divertimento e rischiamo tanto a causa di infrastrutture obsolete o costruite male (strade, ponti e viadotti), mezzi di trasporto non sicuri e territorio fragile (frane ed alluvioni). Non è una cosa accettabile. I soldi del Recovery Fund dovrebbero essere utilizzati non per realizzare nuove opere ma per rinforzare e consolidare quelle esistenti. Chissà quante ce ne saranno in condizioni precarie. |
PUBBLICATO 23/05/2021 | © Riproduzione Riservata

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