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Contrade ubertose e ospitali di Acri

Foto © Acri In Rete
Padre Leonardo Petrone
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In un precedente articolo la conclusione è stata alquanto negativa :”Acri arretra”, il fascino di una volta è nella pagina dei ricordi. Ultimamente ho avuto bisogno di rivivere i ricordi, ricordo significa “ritorno al cuore”, sono andato a Serra di Buda, da qui lo sguardo spazia ed abbraccia tutte le contrade della zona natia: Piano d’Arnice, Pastamolla, San Martino, Serricella, Cuta, Policaretto, Cerasello, Scuva, Vallone del melo.
Sono tutte contrade incastonate nel verde di castagneti bisnonni. Il cessato allevamento domestico ha aumentato spineti.
Serra di Buda non è una montagna, è una modesta collina che sovrasta Acri. Dalla sommità si gode panorama circolare che ingloba buona parte del vasto territorio.
I raggi di questo panorama circolare arrivano al Pollino, alla Sila, alle montagne di Luzzi. Questo vasto e spettacolare panorama fa esclamare: “Signore, è bella la tua Terra, ma forse hai sbagliato ad affidarla a noi”.
Qualcosa resiste: Serra di Buda, Crista, Varrise riempiono occhi e cuore., meriterebbero penna migliore.
Nelle citate contrade ancestrali tradizioni e attualità si coniugano bene: il passato è ancora presente e i paletti non sono rimovibili, i giovani alzano le vele verso nuove terre.
Settori lodabili: cortesia e ospitalità. In qualunque contrada arrivi non resti mai solo, esternati i saluti compare la bottiglia che monopolizza subito i consensi. La Signora affetta antichi sapori e altre bottiglie fanno spola. Il calore rurale crea amicizie e gli antichi sapori le rinsaldano.
L’intenso verde in cui le contrade sono adagiate infonde energie agli intraprendenti abitanti. In paese circola questo parere “Chillabanna migliora sempre.” Muoviamoci a passi lenti in questo “Chillabanna”.
Il miglioramento in questo territorio ha avuto inizio con i grandi lavori della centrale idroelettrica del Mucone capolavoro di ingegneria: quattro anni di grandi lavori hanno portato soldi il che significa casa nuova, terreno, benessere, strada, acqua e sapone e… luce in casa.
La civiltà ha fatto ingresso non solo in casa, anche in testa e nel cuore: sono usciti dal tugurio coabitato da animali e cristiani. La televisione nel soggiorno, lo scaffale pieno di libri, i primi laureati: sacerdoti, medici, avvocati, tecnici, bar, ristoranti.
Il capitolo delle contrade è vasto e lungo, ne cito solo alcune: “Vallata del selvaggio Mucone” dove Vincenzo Rizzuto ha ambientato il riuscito romanzo “Suoni e disarmonie lungo il fiume”.
Atroce fine del grande amore di Carmine e Rosinella. Il Rizzuto definisce “ contrada aspra e selvaggia”,Qui ebbe fine la giovane vita della bella e generosa Rosinella e del quasi signore approfittatore. Carmine finì i suoi giorni da sconsolato solitario.
Carmine era di Cuta, da Cuta nel 48, giorno delle grandi votazioni, collaudati ladri imbavagliarono Bufalino e Bufalina, li legarono, li picchiarono e rubarono alcuni quintali di formaggio e il gruzzolo di famiglia. Quei ladri furono scoperti ma non cambiarono mestiere.
Contrada Cuta è scoscesa, ben coltivata, e i ruderi del glorioso mulino “e Sgania” è occultato dalle spine, il magnifico Bosco Malito offre incoraggiante utilizzo del terreno.
Uscendo da contrada Cuta ci s’inerpica in Contrada Policaretto, vasto feudo di famiglia Falcone, feudo sempre malconcio, oggi ben coltivato e con belle ville degne della capitale. Contadini responsabili.
Policaretto merita qualche rigo in più. Qui, per breve tempo, l’azienda “Acqua Sila” ha fatto sognare, oggi è solo “cumulo di resti e sogni infranti”. Stesso disastro per la colonia Varrisemiliardi alla deriva nel pantano abbandonato”.
Ora asciugate le lacrime, si cambia argomento. Le numerose contrade di Acri sono tutte adagiate nel verde: castagneti, pinete, frutteti e culture attorno casa, conviene parcheggiare e riprendere a sognare. Ma non chiudete gli occhi, è in arrivo la prepotente bellezza: le ragazze di chillabanna sono ipnotico collirio, la loro bellezza è concentrata nell’ovale del volto, autentico profilo greco. Con ragione un nostro grande scrittore definisce “ Icona greca”. La domenica potete vederle in chiesa San Giorgio, se vi fermate ad ammirarle tornerete a casa innamorati.
Il francese Pascal vi avverte “la bellezza arriva alla porta, solo la bontà va oltre la morte”.
Acri, meraviglioso panorama sempreverde merita cura migliore: Giuseppe Julia scrive “da Acri non si passa, si viene”. Maggiore cura aprirebbe sentieri agli amici stranieri.
Questo è solo sguardo a volo radente, ma le belle e numerose contrade nascondono fatti negativi ed esibiscono quelli positivi.
In contrada San Martino c’era il grandioso “Casino Giannone”, unico a più piani. Cimelio storico il “salone delle feste”. Ogni anno, per 20 giorni, questo salone era animato dalla signorile presenza della Contessa.
Tutti accorrevano ad accoglierla, e Lei tutti accoglieva. Ogni sera le tarantelle erano animate dalla Signora Contessa. Il glorioso casino è stato bruciato, i ruderi suonano rimprovero. A molti ho chiesto informazioni, la verità non ha ancora bussato alla mia porta.
Della pagina storica è rimasta la sgualcita copertina.
Terra nostra” variegato tappeto di preghiera. Vi s’intrecciano bellezza, stupore, amore, Vulcano di domestiche occupazioni, canto d’amore tra passato e presente, spettacolo di umanità e generosa ospitalità.
Qui persino le foglie degli alberi ti salutano e modulano preghiere di dolcezza. Chillabanna = al di là del fiume Mucone, ieri vorticoso, oggi in secca. Al di là campi di grano mossi dal vento, pascoli colorati, sole che la pelle assorbe, la vita non ristagna nell’indifferenza, nessun cuore è devastato dalla pigrizia.
Se Gustav Mahler (1860 – 1911) si aggirasse nelle nostre ospitali contrade, un’altra immortale sinfonia troverebbe posto tra le già numerose: “Vengo da Dio”, ”Sono con Dio”.
In attesa della prima stella, ascoltiamo il ritmo del tempo, poi a casa con idee favolose. Il fascino delle cose antiche apre orizzonti da scoprire e rileggere con maggiore attenzione.

PUBBLICATO 30/07/2021 | © Riproduzione Riservata



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