OPINIONE Letto 3581  |    Stampa articolo

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Padre Leonardo Petrone
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La vita nasce dall’ascolto e di ascolto si nutre. Il bambino sente la voce e il battito del cuore della mamma, perfino i rumori esterni, nel liquido amniotico dell’utero. L’udito, prima del tatto, è il senso che si sviluppa nell’essere umano. A 8 settimane di gestazione: avverte, a 30 settimane comprende, ma l’apparato uditivo prende forma tra l’ottava e la decima settimana. L’utero è perfetta cassa armonica, permette al bambino di sentire i suoni che lo circondano. E’ l’udito che ci porta la notizia che esistiamo, e ci introduce nel mondo dell’esistenza. Siamo uomini e donne dell’ascolto, lo aveva già detto Plutarco: “la natura ha dato a ciascuno 2 orecchie e una lingua, siamo tenuti ad ascoltare più che a parlare”. In molti sanno dire la sua, in pochi sanno ascoltare. Udito e ascolto non sono la stessa cosa. Ascoltare non significa prestare attenzione ai suoni. Ascoltare è azione molto complessa: mette in funzione la volontà di chi ascolta e suscita rispetto per chi parla, per chi “comunica”. Luigi Ricci spiega: “ciascuno di noi ha una telecamera interiore rivolta a se stesso, quando ascoltiamo la telecamera è rivolta verso chi parla”. Ascoltare deriva dal latino “auscultare” = udire con attenzione, quindi, fare spazio a chi parla. L’ascolto s’impara e va imparato. Gli specialisti suggeriscono: il 60% del tuo tempo impiegalo per l’ascolto, il 25% usalo per dire. Non concentrarti a registrare e scrivere, non farti guidare dalla fretta, ascolta. “Rada” ricevere, avere inteso bene. In breve: ascoltare non confonderlo con sentire, in mezzo vi scorre l’Atlantico. Si ascolta con tutto il corpo, non solo con le orecchie. Sentire ha a che fare solo con l’udito. Ascoltare è verbo complicato, ha bisogno di tutte le parti del corpo, specialmente di vista, mente e cuore. L’ascolto ti prende per mano e ti avvicina a chi ti parla, diventi parola ascoltata. “Ascolto attivo”, non far distrarre, non mostrare reazione; ascolto disponibile, attento, empatico (umorismo per attenuare la tensione). Chi sa ascoltare se stesso, ascolta gli altri, ascolta Dio. Il cammino spirituale si muove con l’ascolto di se, degli altri, di Dio. Il linguaggio corporeo mette da parte le reazioni, apre la porta interiore e fa entrare l’altro. Esempio classico Maria “ascolta e si fa casa del Signore”. Questa è attività costruttiva. Esikia (parola greca) significa “capacità di non fare niente” (otium) deve diventare “preghiera naturale” (S. Weil). “Ascoltare Dio”. Come si fa ad ascoltare veramente il divino, il Dio che parla? Per ascoltare Dio è necessario imparare bene ad ascoltare la sua parola, ubbidire, vivere nella sua grazia. Fare come Gesù: vede nella prostituta l’amore non il peccato, ha letto bene i suoi gesti, quindi avvicinarci con mente illuminata, riprodurre in noi i suoi stessi sentimenti. Apriamo il Primo libro dei Re 3,5-12: la preghiera di Salomone: “…dammi un cuore che sa ascoltare, perché io sappia distinguere il bene dal male ..Dio sorride e rilancia - ..ti darò insieme al cuore che ascolta, senza questo cuore non governi né la tua casa, né la tua famiglia, né il tuo mondo interiore”, questo è dono da chiedere sempre per arrivare ad ascoltare Dio. Quando perdiamo l’ascolto diventiamo sordi a Dio, muti con la gente. La parola sordo ha la stessa radice di assurdo. Quando non ascolti Dio diventi assurdo. L’ascolto è il primo servizio da rendere a Dio e agli altri. Ascoltare non è udire – sentire. Sentire è fatto sensoriale, ascoltare è fatto interiore: chi ascolti è tuo ospite, si ascolta come bambini o come innamorati: i bambini ascoltano col corpo, gli innamorati ascoltano col cuore. Si ascolta bene quando ci si lascia meravigliare. Shubert confessa: “devo i miei successi musicali a mia madre, quando mi allattava, cantava. Betoveen, sordo come una campana, ha deciso di suicidarsi, scrive un biglietto, lo lascia sul tavolo e scende, alla porta trova la cieca Lucia che gli dice “vorrei vedere il cielo stellato”.Betoveen ritorna nella sua stanza e compone “Chiaro di luna”, autentico capolavoro. Dio parla al tuo cuore con i pensieri che propongono il buono per te e per gli altri, la sua voce la senti nel silenzio, le sue parole sono i fiori che vedi.. Orazio ti suggerisce “leggi bene il volto di tua madre”, capirai l’amore che ti ama. Le parole più belle Dio te le sussurra nel silenzio della natura. Musica melodiosa ha inserito Dio. Silenzio non significa spegnere la TV o allontanarsi dal mercato, ma ascoltare una voce melodiosa che corre sulle onde misterios4e dell’amore, ascolta con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutta la forza. Lo specialista americano ti suggerisce di metterti comodo e concentrato col cuore in ascolto almeno 15 minuti al giorno, conoscerai e gusterai paradiso e abitanti. P. Leonardo

PUBBLICATO 23/05/2022 | © Riproduzione Riservata



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