OPINIONE Letto 4231  |    Stampa articolo

E' proprio necessario il ragazzo prodigio?

Foto © Acri In Rete
Vincenzo Rizzuto
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La società italiana, periodicamente, a scadenza quasi fissa, entra in crisi e ha bisogno per risollevarsi del ‘ragazzo prodigio’, senza cui non si sente sicura, non riesce ad orientarsi, ad uscire dal guado; e allora ci si sente orfani di tutto e, affannosamente, ci si mette alla ricerca del salvatore della patria; una volta trovato, lo si ama e lo si sostiene con animo e corpo, con dedizione assoluta: vedi il caso del ventennio fascista con il Duce, l’altro recente ventennio del ‘cavalierato’, seguito dalla scoperta di più brevi amori per i ‘ragazzi prodigio’ di Rignano, fino all’ultima esperienza del ‘super Mario’.
Tutti, però, hanno poi la triste ventura di essere amati, osannati, venerati, e poi, traditi, dileggiati, fatti oggetto, come dice Manzoni, ‘D’immensa invidia,/E di pietà profonda,/ D’inestinguibil odio/E d’indomato amor’.
E la politica italiana giuoca quasi sempre a gatto e topo, trascinando in questo gioco turbe estese di elettorato, che, dal nord al sud, di volta in volta, nella vana speranza di risolvere le varie crisi, si innamorano e appoggiano i ‘messia’; oggi pare sia il turno della novella Giovanna d’Arco, rappresentata dalla ‘patriota’ Meloni, che nelle varie cene con gli amici non disdegna di brindare con il saluto del Duce.
E’ il solito canto delle sirene, da cui solo Ulisse riuscì a salvarsi tappandosi bene le orecchie!
Sì, anche oggi, mentre scriviamo, una pletora di sirene fa sentire il suo canto truffaldino per convincere che al di là delle solite politiche non c’è scampo alla rovina generale; che da essa ci si può salvare solo con governi di unità nazionale di ‘campi larghi’, nei quali ci sia posto per tutti, senza alcun discernimento tra ricchi, sempre più ricchi e  poveri sempre più poveri, tra chi vuole la guerra come risoluzione delle controversie internazionali e chi invoca la pace come unica ‘arma’ in grado di salvare l’umanità dalla miseria; tra chi porta avanti la civiltà del dialogo e della solidarietà fra tutti i popoli della terra e chi invoca il ‘sovranismo’ ad ogni costo come difesa del proprio egois-tico tornaconto.
Quest’ultima è la logica aberrante dell’odierno capitalismo sfrenato che, in nome del profitto non socializzato, anche di fronte ad una pandemia mondiale come quella del Covid, che minaccia di azzerare l’intera civiltà, invece di mettere i vaccini a disposizione di tutti i popoli, anche quelli più poveri, rinunciando al guadagno dei brevetti, insegue spietatamente il proprio interesse e dimentica che, fino a quando intere popolazioni rimarranno senza vaccino, nessuno, dico nessuno, nemmeno il più ricco fra gli uomini, può dirsi con il ‘culo’ al sicuro.
E, purtroppo, la cosiddetta ‘sinistra’ oggi, specie in Italia, con la confusione cerebrale in cui naviga, non riesce a capire che nelle grandi scelte, che riguardano i cardini della civiltà di un popolo, non si può sposare la logica dei ‘campi larghi’, tanto larghi da perdervi pure l’identità.
I Letta si devono convincere che anche dall’opposizione si può governare con grande dignità e proficuità soprattutto per i superiori interessi dei meno abbienti, verso cui una sinistra seria deve sempre rivolgere la maggiore attenzione. Per chiudere, mi preme precisare che sotto sotto sono convinto che in Italia la destra più rozza e semianalfabeta non abbia grandi possibilità di prevalere, nonostante tutto.    

PUBBLICATO 25/07/2022 | © Riproduzione Riservata



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