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Ottimizzazione depuratore. Concluso il procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Sul Burc Calabria del 21 dicembre scorso, è stato pubblicata la conclusione del procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale per l’ottimizzazione del depuratore di Acri centro. Attualmente il vasto territorio del Comune di Acri, formato da piccole frazioni e contrade, è caratterizzato da una estesa porzione di territorio non servita da un pubblico sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue che oggi sversano direttamente i liquami in impluvi superficiali. La suddetta situazione ha portato all’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, che ha contestato al Comune di Acri, in seguito alla sentenza emessa da parte della Corte di Giustizia della Commissione Europea in data 19 luglio 2012, il mancato rispetto della Direttiva 91/271/CEE, recepita dallo Stato Italiano nel D.lgs n.152/2006, con riguardo agli articoli 3 e 4. Ai sensi dell’articolo 3 della suddetta direttiva, il Comune di Acri, presentando una popolazione in termini di abitanti equivalenti superiore a 15.000 unità, avrebbe dovuto essere provvista di un adeguato sistema fognario, entro il 31 dicembre 2000, in grado di coprire almeno il 95% della popolazione residente. Inoltre, per quanto riguarda l’articolo 4 della suddetta normativa, lo stesso Comune avrebbe dovuto provvedere, entro il 31 dicembre 2000, all’adozione di tecnologie tali da garantire un idoneo trattamento delle acque reflue prima del loro scarico nei corpi idrici ricettori, in modo tale da ottemperare all’articolo 2 comma 9 della direttiva comunitaria che impone la conformità delle acque scaricate ai requisiti di qualità del corpo recettore. La proposta progettuale sviluppata si propone, dunque, la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie all’eliminazione delle cause di infrazione comunitaria per ogni singolo nucleo abitato che costituisce il territorio comunale di Acri, tra i quali è presente il nucleo c.d. “Acri centro” dotato di un impianto di trattamento localizzato nella parte sud-ovest verso il quale sono convogliate le acque della rete fognaria separata cittadina e di altri cinque impianti di depurazione a fanghi attivi. L’impianto di depurazione di Acri centro si sviluppa lunga un'unica linea di trattamento ed è del tipo a fanghi attivi con biomassa sospesa e raccoglie le acque reflue prodotte nel capoluogo del comune di Acri e nelle frazioni Santa Zacchera, Salici, Vurgano e Marullo. L’impianto oltre ai trattamenti sopra indicati, ospita anche le strutture adibite a servizi generali ed il locale di trasformazione e distribuzione dell’energia elettrica. Lo scarico dei reflui trattati avviene e continuerà, successivamente agli interventi previsti in progetto, nel torrente Calamo caratterizzato da un discreto e pressoché costante deflusso di base per effetto degli eventi meteorici. L’impianto di Acri Centro attualmente non presenta particolari criticità ambientali, infatti le attività previste dal presente progetto non sono finalizzate a risolvere problemi di malfunzionamento o sottodimensionamento dell’impianto, ma riguardano esclusivamente il “revamping” delle apparecchiature elettromeccaniche (mediante sostituzione delle apparecchiature con altre con migliore efficienza), nonché una più corretta ridistribuzione dei processi di insufflazione dell’aria finalizzati a migliorare massimizzare la capacità depurativa sia per i reflui sia per i fanghi prodotti dall’impianto. Pertanto, dal punto di vista ambientale, l’intervento proposto non si configura per eliminare criticità, bensì per prevenire la loro insorgenza in tempi relativamente brevi per gli aspetti riguardanti in particolare rumore, odori e qualità dei reflui trattati.

PUBBLICATO 30/12/2022 | © Riproduzione Riservata



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