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Siamo bellezza, abitiamo la bellezza

Foto © Acri In Rete
Padre Leonardo Petrone
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La bellezza è prerogativa di Dio, ma non l’ha riservata tutta per se, l’ha seminata in tutto ciò che ha creato. La bellezza è fragile e non vive se non è onorata e protetta. In noi nasce nel tempo e vive oltre il tempo, è generativa. La bellezza non è un giungo che si piega “al soffiar del vento”, è coraggio generoso che esce dal cuore e ritorna nel cuore. Nutrimento della bellezza è l’amore. Custode qualificata della bellezza è la Chiesa: da sempre tiene porta aperta alla bellezza e le ha offerto alloggio tra le sue mura, visitate Roma o Firenze e ne avrete conferma: entrate nei musei vaticani, proseguite per Firenze, ritornerete a casa più ricchi. Il mondo intero ha bisogno di bellezza, diversamente va a fondo, cade nella disperazione. E’ autentico monumento l’affermazione di Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”. Il custode della bellezza ha compito grandioso: affida alla speranza la speranza che comunica e informa: la speranza indica la strada della bellezza. La bellezza parla, comunica,informa. La prima informazione è che Dio ci attende, anche quando arriviamo da Lui in ritardo, sa bene che i nostri passi sono lenti e difettosi, attende, ma la solitudine non gli piace, ama la danza della vita, ama lo splendore della bellezza. La bellezza è nata nel cuore di Dio e le sue mani l’hanno esposta in evidenza. Un simpatico scrittore fa dire a un cieco “Dio è vicino a me e io le vedo”. Il Paradiso Terrestre era bello, gli animali passavano davanti a Eva e Adamo e non mostravano denti minacciosi, erano tutti erbivori e pascolavano in armonia, l’agile gazzella non aveva bisogno di spiccare salto all’avvicinarsi del leone.. La ferocia e il gusto del sangue ebbe inizio col delitto operato da Caino. Da quel delitto la Terra ha preso nome di “Cimitero”. La bellezza è sempre viva, ride e fa sorridere. La bellezza ha forma di scala. Il primo gradino offre la visione della “Bellezza statica”, quella in mezzo alla quale ci muoviamo: è bella l’erba del prato, bellissimo il campo di grano che danza con la brezza, bella la gialla calendula, odorosa la bella ginestra, paziente il girasole che segue il cammino del sole, bella l’agglomerata sulla che mai nega all’ape la goccia di nettare. Tutti i fiori sono grandioso manto di bellezza esposto alla luce del sole.per inebriare i passi dell’attento viaggiatore. E’ grazioso il saltellare del capretto pieno di vita, dopo aver sciolto i muscoli, belando, corre dalla madre. Nella notte lo sguardo spazia in alto tra le stelle, guarda la luna che non ha fretta, cammina a lenti passi, anche lei è affascinata dal cielo stellato. Un laborioso scarabeo rotola la sua pallina per farla indurire, a volte precipita con la sua pallina,è esoschermo e non accusa ammaccature, aumenta gli sforzi e torna al piano, quella pallina è preziosa e sarà interrata; contiene la discendenza dello scarabeo, prima del grande freddo i nuovi nati hanno già trovato residenza. Il Salmista può cantare “Signore, sono belle le tue opere”. Bellezza sublime è il volto umano. Le donne musulmane, per volere maschile, devono velarlo: nessuno deve goderne ammirandolo, spetta solo al marito. Il volto è bello e la sua porta dovrebbe essere sempre aperta all’ammirazione. Il volto parla più della bocca, esprime lo stato d’animo: c’è odio o gioia –c’è tristezza o allegria – sei simpatico o antipatico, il volto proietta l’interno all’esterno. Quando restiamo in silenzio il volto parla e l’ottuso legge se il cuore è occupato. Il volto umano non è solo parte del corpo, è ostensorio della nostra esistenza. Gli organi stampati sul voltosono finestre aperte all’accoglienza. Il volto umano è luogo di Dio. Dio ci mostra il suo volto nella bellezza del creato, noi gli mostriamo il nostro non sempre sereno. Il volto di Cristo è totalmente divino e totalmente umano. Lo specchio ci aiuta a leggere il nostro volto, il nostro volto manifesta il volto di Dio. Tutti ricorriamo allo specchio per ispezionare il volto, ma vero proprietario del nostro volto è Dio, e se ti guardi come Dio ti guarda , resti abbagliato dalla tua bellezza, prendi coscienza che Dio è in te.. Gesù dice a Simone: “Simone, vedi questa donne, guarda pure l’altra metà, contiene il sogno di Dio”. Il tradizionale candelabro di 7 braccia, simbolo indelebile della razza e della religione ebraica, si chiama “Menorah”, rappresenta il volto umano (orecchie, occhi,naso,bocca). L’Imperatore Tito lo portò a Roma e lo presentò ai senatori dicendo: “E’ il volto umano: la bocca pronunzia parole di pace, le orecchie ascoltano le parole di pace, il naso assorbe il profumo della pace. Il volto dell’uomo è radioso in tempo di pace”. Godetevi questi pochi versi, “E’ sera, Signore, è verso di Te il mio volto. Accendi le tue stelle e vedilo. Aralo col tuo dito. Si dirà di me: col suo dito ha qui Dio tracciato il suo volto”. P. Petrone Leonardo.

PUBBLICATO 19/03/2023 | © Riproduzione Riservata



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