AMBIENTE E TERRITORIO Letto 4297  |    Stampa articolo

Acri (zona Caccia). Non considerata la potenziale instabilità del versante

Foto © Acri In Rete
Francesco Foggia
condividi su Facebook


Il 29 aprile 1981, io e l’altro redattore della Relazione Geologica al PRG di Acri, geologo Gioacchino Lena, consegnammo al sindaco di questa cittadina (prot. n. 3932) due copie con altrettante copie cartacee di carte tematiche (geolitologica, clivometrica, geomorfologica), redatte a scala 1:10:000, di tutto il territorio di Acri (abbastanza esteso: 200 kmq). Il 14 dicembre 1981 completammo lo studio suddetto con la consegna di 4 copie cartacee della Carta della Stabilità e di integrazioni delle caratteristiche tecniche dei terreni, per i continui sopralluoghi professionali che richiedevano gli eventi franosi innescatisi mesi prima nelle frazioni di Fravitti, Calamia, Mingo, Midano, Croce di Baffi. La fragilità delle formazioni rocciose (quasi tutte alterate), che risultava già evidente nei rilevamenti professionali su tutto il territorio comunale di Acri, veniva confermata puntualmente ogni qual volta si superava la soglia critica di piovosità giornaliera (oltre i 90 mm), come avvenne in quel periodo o negli anni successivi, nelle zone di Chimento, Cuta, Ordichetto, Vallone Cupo, lottizzazione “Cooperativa Città Nuova” (colamento di fango, 1990), Guglielmo (1991), Farnarossa (1991), Serricella (2010) o innescati in seguito a sbancamenti su versanti potenzialmente instabili, con alti fronti di scavo privi delle necessarie opere di sostegno (“Caccia-SS 660”, primavera 1980), (“Via Bellini”, 1993). Per presentare la vulnerabilità del territorio alla popolazione ed alla classe politica di Acri, mi sono adoperato a farla quantificare mediante un Digitizer applicato ad un calcolatore. È stato un lavoro capillare, che ha richiesto del tempo perché si è trattato di convertire in forma digitale le aree in precaria stabilità riportate su circa 4 mq di carta (Carta geomorfologica) su cui venivano disegnati, a scala 1:10.000, i dissesti in atto profondi e superficiali (a quel tempo non si adoperava ancora la base digitale). Da questo calcolo, pubblicato sul mensile “Confronto” di novembre 1984, il territorio di Acri è risultato per il 9,37% (pari a 1.860 ha) soggetto a dissesti profondi; per il 12,36% (pari a 2.455 ha) soggetto a dissesti del suolo e localmente del sottosuolo; per il 6,75% (pari a 1.340 ha) soggetto a dissesti superficiali. Un geologo, che redigesse la “Carta della Fattibilità delle Azioni di Piano” (necessaria per l’approvazione di un PSC), includerebbe le aree con dissesti profondi nelle “Aree ad alto rischio per le pericolosità geologiche ed idrogeologiche in atto” e le Azioni previste dal Piano avrebbero al massimo una “Fattibilità con gravi limitazioni”. Nelle aree soggette a dissesti del suolo-sottosuolo e in quelle i cui terreni presentano una pendenza superiore al 50%, le Azioni previste dal Piano avrebbero una “Fattibilità con consistenti limitazioni”; mentre nelle aree soggette a dissesti superficiali, le Azioni previste dal Piano avrebbero una “Fattibilità con modeste limitazioni”. Se si fossero tenute in considerazioni queste indicazioni nella primavera del 1980, quando si decise di allargare la sede stradale della futura SS 660 in località “Caccia”, lo sbancamento sarebbe stato fatto con più accortezza e non avrebbe provocato uno scoscendimento di versante di consistente dimensione che ha richiesto un primo muro di contenimento e, successivamente, una serie di tiranti di ancoraggio per stabilizzare il ribaltamento del muro risultato non idoneo (per progettazione o per esecuzione) alle sue funzioni di sostegno. Lo studio geologico-tecnico di un determinato territorio, se è stato eseguito con scrupolo come quello fatto per il Comune di Acri nel 1980-81 (che ha necessitato di ripetuti e capillari rilevamenti sul terreno per fornire ai progettisti del PRG oltre la rielaborazione di una Carta Geologica più puntuale di quella fornita dalla Cas.Mez nel 1967-69, anche le carte tematiche applicative inesistenti a quel tempo), rimane valido, anche dopo 42 anni, per una qualsiasi programmazione di massima e per gli interventi emergenziali. Occorrerebbe che tutti (sindaci, consiglieri comunale di maggioranza e di opposizione, tecnici, imprese di costruzioni, cittadini) lo tenessero in considerazione fino a quando non verrà sostituito da quello allegato al futuro PSC. Francesco Foggia

PUBBLICATO 03/05/2023 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 423  
La funzione paterna come differenza generativa nella società contemporanea
Osservando la società contemporanea, emerge con sempre maggiore evidenza una difficoltà diffusa nel rapporto con il limite, con la frustrazione e con la responsabilità. Non si tratta di un giudizio ge ...
→ Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 725  
Una maggioranza senza visione, un'opposizione senza peso
Ci sono città che si governano e città che si lasciano andare. La nostra , da troppo tempo, appartiene alla seconda categoria. È da tanto, troppo tempo, che si và avanti in modalità " navigare a vista ...
→ Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 604  
Silana - Virtus Acri è stata una partita dai due volti ben distinti
Un primo tempo decisamente a favore dei padroni di casa, entrati in capo molto determinati e aggressivi. Del resto con una sola vittoria e quattro sconfitte dalla panchina di mister Orlando Giovanbat ...
→ Leggi tutto

ARCHEOLOGIA  |  LETTO 434  
Studi archeologici: Convenzione Comune-Unical
Il territorio di Acri ha dato alla collettività, in questi ultimi 60 anni, reperti archeologici importanti per la sua storia. Il loro ritrovamento, però, è avvenuto quasi sempre per pura casualità. Ne ...
→ Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 913  
Ospedale, cosa prevede il piano regionale per il Beato Angelo
Medicina, dialisi e oncologia tra i servizi previsti. Ma per capire quale sarà il futuro dell’ospedale bisogna conoscere i posti letto disponibili e i servizi che funzionano davvero. Che cosa prevede ...
→ Leggi tutto