OPINIONE Letto 3942  |    Stampa articolo

Tu torneresti ad Acri?

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
condividi su Facebook


Scrivi spesso di Acri, dici della tua nostalgia ma tu, oggi, ci torneresti a vivere?”
Antonio è un amico d’infanzia, sua figlia ha l’età di Elisa e anche loro sono diventate amiche di questa infanzia d’estate, la sua è una provocazione intelligente e la mia risposta è d’acchitto, è “si”.
Acri è il paese dove siamo nati liberi da cellulari e tatuaggi, è dove c’erano gli amici, la strada, il pallone, il cinema, le botteghe e l’oratorio:
Acri è la rappresentazione autosufficiente della vita serena che rivorresti vivere, io l’ho vissuta così, ma è ancora così?
Esco a fare colazione, scelgo il primo bar ma non ha brioche di pasticceria, io prima ero abituato a quelle. Prendo una conchiglia scongelata, è quanto faccio allo spaccio dell’ospedale. Vado a pagare, immagino meno di quanto mi chiede Sara, la barista spezzina e, invece, è pari e patta.
Improvvisamente sono fuori dalla bolla fantastica del mio paese, dove tutto pensavo costasse meno che la metà, dove tutto allora non è fatto a mano, dove tutto adesso è così.
L’acchitto è la prima mossa della partita, comincio a giocare davvero.
Quando tornavo dall’università, pigliavo il pullman dalla stazione di Paola e pregavo di non vomitare, c’era un’ora e più di curve fino ad Acri.
40 anni dopo, sono uscito dallo svincolo autostradale e ho rifatto lo stesso segno della croce, le curve sono sempre lì a minacciare il mio stomaco, nulla è migliorato, proprio nulla, anzi.
Non c’è più l’Ospedale ma Acri è un paese a prevalenza geriatrica, la vita media si è allungata, i posti letto sono ristretti e se hai un infarto, un ictus, un’emergenza chirurgica fai presto a far scendere la media. È il risultato della politica della ottimizzazione dei costi, è quanto c’è costato il loro voto, non è quanto a loro costa la nostra vita.
Non c’è piu l’ENEL, non c’è più la SME, non c’è più lavoro, i fondi sono sfitti, le piccole botteghe, tutte quelle che animavano il commercio delle strade e delle piazze piene, sono sparite, fagocitate dai centri di grossa distribuzione, dove non ci sono più titolari dai soprannomi eterni ma cassiere che passano i prodotti sui nastri senza piu la poesia dell’assaggio e senza manco il risparmio promesso, una bottiglietta d’acqua costa un euro.
Non c’è più nemmeno la squadra di Calcio, lo sport adesso non è una bandiera rossonera, è business e i soldi non hanno colore e se non ne hai, il colore lo ritrovi solo nelle foto appese al bar dello sport.
La partita continua.
Il tempo è trascorso, io lo fermo nei ricordi, nelle foto, negli amici che mi fermano per strada e mi dicono “ma tu si u figliu e capoBianco, un si cangiato e nente” e, invece, io ho la barba bianca e ancora qualche capello resiliente.
Acri, tutti i paesi dei nostri calzoni corti, non esistono più, adesso c’è via Ippocrate e corso
Pertini, tutto è cambiato per dirci migliori ma siamo solo diventati più vecchi.
Ieri sera ci siamo ritrovati con Aldo, Mariateresa Capalbo, Teresa Mascaro, Valerio Curto e sua moglie, seduti “supra l’uortu” a mangiare un gelato ma abbiamo gustato i ricordi, raccontandoci le imprese goliardiche del liceo, della prof.ssa Julia, di Francesco Foggia, il prof. di Scienze e di quanto, a turno, non ci ricordavamo più di aver vissuto.
il tempo è trascorso.
Tornare ad Acri è sedersi al tavolo dell’età che non c’è più ed evocarne la presenza, sorridere di gusto con gli amici che sono rimasti e respirare a pieni polmoni l’illusione che sia ancora tutto possibile.
“Eli, tu ci abiteresti ad Acri?” e lei “si papà perché, vuoi trasferirti un’altra volta?”
Acri è un paese per gli estremi della vita, è per bambini e per gli anziani, il minimo comune denominatore è la semplicità di quanto hanno bisogno per dirsi felici, una piazza, una panchina e qui ci sono ed è un paradiso ma la vita di mezzo?
È nella vita di mezzo che si gioca la partita vera, quando le esigenze si complicano, quando studi, esplori, viaggi, sperimenti, lavori, ed è li che può essere un inferno, ritrovarsi nei gironi di un mestiere che non c’è o è sottopagato, magari occasionale e senza certezze, in una strada d’inverno vuota che vive solo le feste e qui c’è anche questo e, per i più con cui parlo, “soprattutto questo”.
Caro Antonio, ritornare oggi ad Acri è un desiderio mosso dal senso di appartenenza ad una comunità che è radicato dentro l’anima di ogni paesano di ogni paese.
Non c’è altra ragione che possa dirsi altra da questa per rispondere alla tua domanda e anche io ho quest’anima ma se vuoi posso dirti anche di un sogno. È bucare la bolla e provare a costruire un idea di futuro e non per vivere di rendita di quanto è stato il passato, seduto su una panchina “supra l’uortu” perché noi, amico mio, non siamo ancora vecchi e abbiamo Elisa, Vittoria, Allegra, Ludovica, Daphne che la vita li porterà via dall’idea che una sola piazza può bastare e, allora, si: io tornerei ad Acri.
Ciao paese mio, è stata una bella vacanza, è un bel sogno e la bellissima notte bianca ne è una speranza viva.

PUBBLICATO 12/08/2023 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

CRONACA  |  LETTO 4855  
Grave incidente a CoriglianoRossano. Muore un 50enne residente in Acri
Un drammatico incidente stradale si è verificato oggi pomeriggio sulla SS106 nel territorio di Corigliano-Rossano. Nello scontro sono rimasti coinvolti due mezzi, un autospurgo e una Peugeot. ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 788  
Verso le comunali 2027. Nessuna subalternità, saremo decisivi per il futuro di Acri
In riferimento all'ennesimo articolo apparso su alcune testate giornalistiche locali, il Partito Socialista Italiano di Acri ritiene che sia arrivato il momento di mettere un punto fermo e definitivo ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1147  
La bellezza potrebbe fare rinascere Acri
La rinascita di un Luogo non dipende solo da parametri economici, da viabilita' e mondo digitale. Ci sono elementi ormai dimenticati che ritornano perché costituiscono l'essenza dello spirito umano. ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 1718  
Verso le comunali 2027. Saltano le Primarie? Bonacci candidato della Maggioranza
Il sindaco Capalbo, ( che detta le carte mentre gli altri sembrano... ...
Leggi tutto

IL RICORDO  |  LETTO 1828  
Caro Professore ci mancherai
Vincenzo Maria Mastronardi non era solo un luminare della Criminologia forense e Maestro, un eccelso psichiatra e autorevole professore, autore di numerosi studi e pubblicazioni. Noto per le sue consu ...
Leggi tutto