L'incapacità di un sindaco inetto
Francesco Pellicorio
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Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), agli articoli 141,142 e 143, contempla tutti i casi per la decadenza e/o rimozione di Sindaci e Consigli Comunali.
Per decesso, per la mancata approvazione del bilancio, per infiltrazione criminale, ed altri. Ma ne manca uno: la possibilità per i cittadini di richiedere la rimozione di un Sindaco per inettitudine ed incapacità manifesta. Questo è un dramma. Soprattutto se coperto dalla inettitudine della maggioranza di Consiglieri Comunali, dediti a pavoneggiarsi senza accennare reazione al proprio padrone. Acri ormai non è più una città, visto che i pochi servizi rimasti si possono contare sulle dita della mano, la viabilità è precaria, non siamo più quell’ attraente cittadina tra colli e montagne, ormai siamo solo degrado e incuria. Qual è la logica che guida le scelte del sindaco? C’è una logica in tutto questo? Sul tema sanità il sindaco sembra essersi adattato perfettamente alla sindrome di calimero, invece di stare sempre a puntare il dito tramite frasi fatte e, cosa ancora peggiore, utilizzare sempre di più i social in modo inopportuno, seguendo i suoi umori mattutini, perché non cerca di sollecitare i vertici aziendali visto che ad oggi i Livelli essenziali di assistenza per i cittadini acresi non sono garantiti? Il sindaco ha intenzione di governare realmente questa città, ha seriamente intenzione di risolvere i problemi di Acri? È veramente convinto di poter continuare a governare con mediocri soddisfazioni e con pochi mezzi? La politica è fatta di programmi e di idee e una città senza una seria programmazione è spacciata, questo o lo si capisce o forse è meglio che se ne vadano tutti a casa. Caro sindaco, se vuole una poltrona a palazzo Campanella, deve impegnarsi molto di più, altrimenti può anche andare in visita come dipendente miur (se vince il concorso) oppure in gita turistica. |
PUBBLICATO 27/08/2023 | © Riproduzione Riservata

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