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Parco eolico Serra Crista. Inutile, dannoso e conveniente solo per i produttori

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
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Una delle sale della ex Comunità Montana è piena ma la partecipazione sarebbe potuta essere maggiore, evidentemente i cittadini o sono apatici, o rassegnati, o preferiscono demandare alla classe dirigente o, forse, impegnati nella preparazione di alberi, presepi e dolci natalizi. Eppure l’argomento era importante e attuale. L’incontro è stato organizzato dal Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati acresi. In sala i liberi professionisti e i proprietari terrieri di quella area si contano sulle dita di un mano. C’è un solo rappresentante istituzionale; Angelo Cofone, consigliere comunale di opposizione. Angelo Spezzano ha introdotto gli interventi di Ferdinando Laghi, vice presidente Isde, Oreste Montebello di Controvento e Walter Fratto di Italia Nostra. “Non chiamiamolo Parco bensì Impianto”, è stato detto, “un progetto avvalorato da chi nel 2012 lo aveva bocciato.” (Il riferimento è all’attuale sindaco Capalbo allora consigliere comunale di opposizione). L’impianto conviene solo ai produttori mentre alla comunità, una volta terminata la produzione, non restano che rottami e un territorio devastato a causa di pale alte anche 200 metri, di nuove strade larghe circa 10 metri di piazzole grandi quanto un campo sportivo. La Calabria non ha bisogno di ulteriore energia, ha un surplus che sfiora il 200% e conta già circa 500 aerogeneratori.” Una bella e appropriata canzone di Fabio Curto dal titolo “L’altopiano” spezza il dibattito e strappa applausi. “La comunità deve essere informata, comune, provincia e regione, attraverso iniziative pubbliche, hanno il dovere di illustrare ai cittadini l’intervento nei dettagli e spiegare vantaggi e svantaggi, non può trattarsi di un affare per pochi intimi.” Ed ancora; “non si può negare che questi impianti non hanno ripercussioni negative sull’ambiente ovvero sulla flora e sulla fauna, sui terreni agricoli, per sempre compromessi, e sulla salute causa rumori e vibrazioni senza dimenticare probabili infiltrazioni malavitose, come già accaduto altre volte, e l’assenza di sbocchi occupazionali che, invece, qualcuno maldestramente vuole farci credere, piuttosto bisognerebbe puntare sull’efficientamento e sul risparmio energetico.” Agli uditori è stato sottoposto anche un veloce ma significativo tour tra le numerose pale eoliche della Calabria, 500 o forse più, soprattutto nel catanzarese dove gli aerogeneratori si trovano a pochi metri da abitazioni, uffici e scuole. Significativa la testimonianza di un abitante di Mongrassano Scalo dove da qualche anno insiste un impianto eolico; “ce lo siamo ritrovato all’improvviso, ha deturpato zone collinari suggestive e addirittura il Percorso di San Francesco di Paola e non pochi disagi sta provocando ai residenti a causa dell’inquinamento acustico.” Spetta ora all’amministrazione comunale, ma non solo nel consiglio comunale, convincere la comunità che l’Impianto è vantaggioso, sicuro e con effetti negativi nulli o minimi.

PUBBLICATO 06/12/2023 | © Riproduzione Riservata



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