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Schindler’s List

Foto © Acri In Rete
Simona Cozzetto
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Schindler’s List, film di Steven Spielberg celebrato con 7 premi Oscar nel 1994. Riproposto in tv con l’occasione del Giorno della Memoria, giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto, è girato in bianco e nero, con qualche sprazzo di colore molto importante. Steven Spielberg racconta in Schindler’s List la storia vera di Oskar Schindler, interpretato nel film da Liam Neeson. Uscito il 30 novembre del 1993 in America (in Italia sarebbe arrivato l’undici marzo 1994), il film è ispirato al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally, e nel 1998 è stato inserito nella classifica dei migliori film statunitensi di sempre dall’American Film Institute. Per il regista, nato in una famiglia di religione ebraica, questo film era importantissimo: Spielberg ha infatti usato parte degli incassi per creare la Survivors of the Shoah Visual History Foundation. L’associazione no-profit ha raccolto testimonianze audio e video di 52mila sopravvissuti alla Shoah. La trama di Schindler’s List rielabora la vera storia di Oskar Schindler, interpretato nel film dall’attore Liam Neeson. Il film è ambientato a Cracovia nel 1939, poco dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. La Polonia è stata invasa dalla Germania e gli ebrei polacchi sono obbligati a farsi schedare. Agli ebrei è stato imposto il divieto di possedere attività commerciali e l’imprenditore tedesco Oskar Schindler ne approfitta per mettere in piedi un’azienda che produce pentole per l’esercito tedesco. Nella fabbrica impiega la manodopera formata da ebrei rimasti senza lavoro, affidando l’amministrazione al contabile ebreo, Itzhak Stern (Ben Kingsley). Quando a Cracovia arriva il capitano Amon Göth (Ralph Fiennes), che ha l’incarico di costruire il nuovo campo di concentramento di Kraków-Płaszów, Schindler converte la produzione di pentole in munizioni e granate, guadagnandosi così la fiducia delle SS. In questo modo può giustificare l’assunzione di maggior personale, cercando di salvare quanti più ebrei possibili dalle deportazioni. Con l’avvicinarsi dell’esercito sovietico a Cracovia, Göth riceve l’ordine da Berlino di disfarsi dei corpi delle persone uccise in Polonia e smantellare il campo di concentramento, trasferendo i prigionieri rimasti ad Auschwitz. Schindler allora, per salvare i suoi operai, decide di comprali, pagando ognuno di loro a Göth: insieme a Stern compila una lista, quella del titolo, di tutti quelli che nella zona di Zwittau-Brinnlitz, in Moravia, in modo da non andare incontro alla soluzione finale. La storia vera di Schindler’s List parte in Repubblica Cieca: Oskar Schindler nasce a Svitavy il 28 aprile 1908. Amava le motociclette e fu espulso dall’istituto tecnico per aver falsificato una pagella. Sposatosi con Emilie Pelzl nel 1928, con cui non ebbe figli, nel 1930 partì per il servizio militare con l’esercito cecoslovacco. Tornato dal servizio militare, cominciò a lavorare alla Jarslav Simek Bank a Praga. Arrestato diverse volte per ubriachezza, ha avuto due figli da una relazione extraconiugale con una ex compagna di scuola. Nel 1935 si avvicinò alla politica: prima come membro del Partito dei Tedeschi dei Sudeti e poi nell’Abwehr, i servizi segreti militari tedeschi, con il compito di fare spionaggio industriale. Entrò nel Partito Nazista nel 1939 e si trasferì a Ostrava, ai confini con la Polonia, dove ha conosciuto il contabile ebreo Itzhak Stern. Nonostante l’entrata in vigore delle leggi razziali, fece affari con la comunità ebrea polacca, nascondendo documenti segreti con la moglie. Si trasferì poi a Cracovia: il film di Steven Spielberg parte da qui. Schindler rilevò la fabbrica di utensili da cucina Rekord, che ribattezzò Deutsche Emaillewaren-Fabrik. Conobbe davvero il comandante nazista Amon Göth e riuscì a trasferire circa 900 ebrei nella sua fabbrica, salvandoli dai rastrellamenti. Alla fine della guerra, in quanto membro del Partito Nazista, Oskar Schindler fuggì in Argentina. Tornò in Germania nel 1958, dove si separò dalla moglie e chiarì la sua posizione durante il Terzo Reich. Nel 1965 ricevette la Croce al Merito di I Classe della Repubblica Federale Tedesca per aver salvato quasi mille persone. Il 18 luglio 1967 Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme, la Yad Vashem, lo ha riconosciuto Giusto tra le nazioni. Oskar Schindler è morto il 9 ottobre 1974 Hildesheim, in Germania, per un infarto. Per sua volontà, il suo corpo è stato sepolto a Gerusalemme, in Israele, sul monte Sion. La tomba di Schindler si vede anche nel finale del film Schindler’s List: visitata dalle persone salvate da lui.

PUBBLICATO 27/01/2024 | © Riproduzione Riservata



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