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Le parole sono pietre

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Quando Alessandra Pettinato mi ha girato la locandina dello spettacolo teatrale “Parole contro la guerra” (con il messaggio “ti aspettiamo”), ho pensato: in un Mondo che sembra impazzito e sull’orlo della terza guerra mondiale le parole di pace hanno ancora un senso? Tuttavia, il titolo dello spettacolo mi intrigava molto. In fondo le parole possono essere pietre, e se scuotono le coscienze fanno più male delle stesse armi. E poi confesso, quel “ti aspettiamo” stuzzicava molto la mia vanità.
Lo spettacolo è stato d’impatto fin dall’inizio. Uno alla volta i ragazzi del secondo anno di laboratorio sono entrati in scena vestiti di nero (sarà il colore dominante di scena). Hanno mostrato cartelli con frasi molto forti: “Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi. Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire”.
Poi sono arrivati i monologhi, intensi e toccanti. I giovanissimi attori hanno offerto una miscela di talento e passione.
Vittoria Gaccione ha dato vita a Amal (Speranza), una sopravvissuta ai bombardamenti nei quali si scoprirà aver perso la mamma e il fratello. La capacità di trasmettere emozioni ha reso il suo personaggio incredibilmente reale. Bravissima!
Così come Cosimo Le Pera e Vittoria Algieri. Il primo nei panni di un giovane soldato addestrato ad uccidere senza pietà, ha fatto emergere le contraddizioni di un’infanzia violata, segnata dalla guerra e dalla violenza. La seconda ha affrontato il delicato tema dello stupro in guerra. Un monologo commovente e doloroso sulla sofferenza delle vittime innocenti coinvolte nei conflitti armati.
Antonio Abbruzzese ha raccontato l’atroce dramma dei bambini che annegano durante le traversate della speranza. Giuseppe Belsito, infine, ha letto i pensieri conclusivi della serata.
Andrea Arciglione, Emanuela Barone, Francesco Gaccione, Francesca e Maria Pia Cofone, Rosanna De Marco e la stessa Alessandra Pettinato hanno fornito preziosissimi tasselli narrativi con la lettura di poesie, di brani e di canzoni.
La presenza, sia pure indiretta, di Lucia Paese nello spettacolo è stata un cameo. L’artista ha collaborato con i giovani attori offrendo spunti artistici alle interpretazioni, con la creazione di dipinti che affrontavano gli stati d’animo dei vari personaggi.
Alla fine della serata i dipinti sono stati messi all'asta, insieme a un dipinto della stessa artista. Il ricavato è stato devoluto all’UNICEF.
Le parole, come ho già detto, sono pietre. Quelle della TAMM contro la guerra non sono state solo uno spettacolo teatrale ma un’esperienza coinvolgente.
La collaborazione tra teatro e pittura non solo è una idea originale ma anche un valore aggiunto per promuovere la solidarietà. Ottimo lavoro! Avanti così, ragazzi.

PUBBLICATO 02/04/2024 | © Riproduzione Riservata



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