I salvataggi e i presidi ospedalieri di Emergency
Giulia Zanfino
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C’è un punto indefinito oltre la linea del tramonto, dove è in atto un conflitto silenzioso. La Storia ci impone di testimoniarlo, di dare voce a chi lo vive, di dare un volto e un nome a quello che è ormai nell’immaginario solo un fenomeno. Persone in movimento, bambini, donne e uomini in balia del deserto e del mare. Se ne è parlato al caffè letterario di Acri il 27 dicembre, nell’evento “Emergency – dai salvataggi in mare ai presidi ospedalieri nelle aree di guerra e di povertà”. L’evento è stato fortemente voluto dall’associazione LiberAccoglienza, che dal 2008 gestisce il centro per minori stranieri non accompagnati, il primo nato in Calabria. Un’associazione che ha seguito e supportato tanti giovanissimi arrivati sulle nostre coste, offrendo supporto umano e formazione professionale perché questi ragazzi potessero, poi, intraprendere un percorso che li rendesse autonomi. Al centro del dibattito la straordinaria e coraggiosa storia di Emergency, l’ONG fondata da Gino Strada per portare soccorso alle popolazioni assediate da guerre e miseria. E la testimonianza del dott. Flavio Catalano, ingegnere della Marina militare che ha deciso di supportare le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale entrando a far parte della squadra di volontari della Life Support, nave di Emergency impegnata nel soccorso in mare. Insieme all’ingegnere Catalano, hanno preso la parola Angelo Sposato, operatore che si occupa dell’integrazione dei migranti, che ha spiegato le dinamiche politiche e legislative che spesso sono alla base del conflitto mediatico in atto sulla “questione migranti”. In alto mare, dove le frontiere si trasformano in strumenti di costruzione del consenso, la testimonianza di questi volontari diventa determinante. Flavio Catalano ha quindi spiegato quale sia il suo ruolo. “Sono il primo volontario che i migranti trovano quando salgono sulla barca di Emergency e sono in salvo da un potenziale naufragio. Ho soccorso almeno duemila persone. E ogni volta provo la stessa forte emozione. E sento che sto facendo la cosa giusta”. Valentina Iannuzzo, referente di Emergency a Cosenza, ha poi spiegato in quanti fronti caldi sia impegnata l’ONG e che non manca il supporto a Polistena, in Calabria. Un supporto offerto ai braccianti della tendopoli di Rosarno, che spesso però viene condiviso anche con italiani in difficoltà che si recano agli ambulatori. E’ stato poi Mario Fusaro, consigliere comunale, a portare i saluti dell’amministrazione, che ha patrocinato l’evento. e a pregiarsi del valore dell’iniziativa. La partecipazione della collettività acrese è stata grande, e un pensiero è stato rivolto alla monumentale figura di Gino Strada, visionario umanista che ha saputo immaginare questa organizzazione umanitaria e renderla reale.
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PUBBLICATO 30/12/2024 | © Riproduzione Riservata

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