OPINIONE Letto 2196  |    Stampa articolo

Apatia e disinteresse

Foto © Acri In Rete
Flavio Sposato
condividi su Facebook


Questo nostro paese è ormai caduto nel più profondo e forse irreversibile stato di apatia e disinteresse che abbia mai vissuto e, cosa ancora più grave, apatica e disinteressata all’interesse pubblico si mostra la “classe dirigente” (con tutto il rispetto per la definizione), che si mostra viva e vitale solo in campagna elettorale e per gli affari di parte e di gruppo.
Da almeno dieci anni le linee telefoniche che collegano Acri al (lontano) resto del mondo versano, in un piccolo tratto (zona Calvario- zona Chianette), in condizioni disastrose da far invidia ad un paese del terzo mondo.
Forse a causa del movimento franoso che interessa la zona, la fibra ottica non è stata interrata, essa dovrebbe essere posta, insieme alle linee tradizionali, su pali; “dovrebbe” perché da almeno dieci anni le linee sono abbandonate a terra lungo la scarpata della ss 660, il servizio è di conseguenza molto scadente ma soprattutto le linee sono esposte a qualunque danno.
È successo ormai decine di volte che i frequenti incendi, il vento, le piccole alluvioni abbiano danneggiato le linee ,   ieri sette maggio a danneggiarle sembra essere stato un mezzo addetto alla trinciatura dell’erba; saremmo facili profeti a prevedere che questa estate saranno di nuovo danneggiate da qualche incendio. Ed ogni volta il nostro paesello resta privo di servizi ormai irrinunciabili: pagamenti elettronici, uffici, ospedale, banche, connessioni internet, telefoni, medici di famiglia, tutto fermo.
Ma cosa aspetta il Sindaco ad aprire un contenzioso con la Telecom, o chi per essa, per il pessimo servizio prestato, a ricorrere magari alle vie legali o ad incatenarsi nell’ufficio del funzionario responsabile?
Venticinque anni fa, in occasione della chiusura di quel tratto di strada a causa del movimento franoso, dopo mesi di chiusura e di immobilismo da parte degli enti preposti, i cittadini ebbero il coraggio di imbracciare i badili e di rimuovere (simbolicamente) la ghiaia che chiudeva la strada, rimediando anche delle denunce, oggi quei “rivoluzionari” si sono stancati di fare i Don Chisciotte e gli amministratori hanno altro a cui pensare! Povera Acri e poveri Acresi.

PUBBLICATO 08/05/2025 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 467  
Acri e l'eterogenesi dei fini: dividersi per battere Capalbo ed invece rafforzarlo
Ad Acri vale una legge non scritta: più gli avversari di Pino Capalbo.... ...
Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 1686  
Verso le comunali. Esperienza ma anche novità
Con l’uscita pubblica di Giacomo Cozzolino su Acri in rete, si può.... ...
Leggi tutto

FOCUS  |  LETTO 677  
Focus enogastronomia. I 50 anni del Panoramik
Il prossimo 28 agosto il ristorante – pizzeria Panoramik taglia un importante traguardo: i 50 anni di attività. Innovazione e tradizione portanti avanti oggi da Salvatore e Alessandra a rappresentare ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1444  
Caro Prof
Caro Prof, sono passati quasi otto mesi. Otto mesi nei quali la nostra comunità ha continuato a ricordarti in tante occasioni, forse cercando di colmare con le parole il vuoto che hai lasciato. Quell ...
Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 570  
Quella meridionale una questione sempre attuale
La storiografia e l'insegnamento scolastico, protrattisi per più di un secolo e mezzo, hanno generalmente presentato l'unificazione italiana come un imperativo storico, contrapponendo un Meridione in ...
Leggi tutto