Lavoratori precari ex Legge 15/2008. Interrogazione di Sposato, Feraudo e Cofone al sindaco, assessore e presidente del consiglio


Redazione

I sottoscritti Consiglieri Comunali, premesso che: Il Comune di Acri si avvale da anni del contributo professionale di lavoratori che rientrano nel bacino di cui alla Legge Regionale n. 15/2008, che prevedeva la possibilità di utilizzare personale precario attraverso progetti e forme di lavoro flessibile nella pubblica amministrazione; Una bacino di circa 110 lavoratori che si è notevolmente ridimensionato a seguito della Legge Regionale n. 55/2023, che modificando gli articoli 25 e 26 della Legge Regionale n. 20 del 19.10.1992 sulla Forestazione, ha consentito l’impiego in seno a Calabria Verde dei lavoratori rientranti nel bacino di cui appunto alle Leggi Regionali n. 40 del 2013 e 15 del 2008.
L’impiego di tali unità lavorative in seno all’Ente in house Calabria Verde ha di fatto avviato il loro processo di contrattualizzazione e stabilizzazione, prevedendo il loro impiego in attività esecutiva di cantieristica forestale, lotta attiva agli incendi boschivi, contrasto al dissesto idrogeologico. Delle unità lavorative rientranti nel bacino della Legge 15/2008 non tutte però hanno aderito alla manifestazione di interesse per il passaggio a Calabria Verde. Circa 50 unità lavorative sono rimaste nel bacino ed attualmente sono ancora percettori di sussidio a totale carico della Regione Calabria, e svolgono quotidianamente, pur in una condizione di precarietà, funzioni essenziali e strutturali all'interno degli uffici comunali, garantendo servizi fondamentali alla cittadinanza. Nonostante l’anzianità di servizio e l’esperienza maturata, ad oggi non esistono percorsi chiari e praticabili di stabilizzazione per questa categoria di lavoratori, né a livello regionale né comunale. Nonostante le risorse storicizzate con la Legge Regionale n. 1/2014 ed indirizzate allo svuotamento generale del bacino di precariato storico, per questi lavoratori ad oggi non sembra esserci alcuno spiraglio di superamento della loro condizione di incertezza e instabilità che ha ormai assunto carattere permanente, generando una forte frustrazione personale e lavorativa. Il quadro normativo nazionale e regionale per i lavoratori ex Legge 15 ancora in servizio, non prevede al momento soluzioni efficaci. Tanto premesso INTERROGANO le S.V. per sapere: quanti siano, ad oggi, i lavoratori precari ex L.R. 15/2008 impiegati presso il Comune di Acri e con quale tipo di contratto e mansione; se l’Amministrazione Comunale abbia avviato, o intenda avviare, un’interlocuzione con la Regione Calabria per la definizione di un percorso di stabilizzazione per tali lavoratori, ancora in servizio e percettori di sussidio a totale carico della stessa regione; se siano state previste risorse o strumenti nel bilancio comunale 2025/2026/2027 utili ad accompagnare processi di internalizzazione o stabilizzazione o transizione occupazionale; se l’Amministrazione comunale intenda farsi promotrice, anche presso ANCI o altri enti istituzionali, di una proposta politica forte e condivisa per porre fine a una precarietà che si protrae da oltre un ventennio. quali azioni politiche o istituzionali si intendano promuovere affinché anche questi lavoratori non vengano abbandonati a una precarietà senza prospettive. Si richiede risposta scritta. I Consiglieri Comunali, Franca Sposato, Angelo Cofone, Nicola Feraudo |
PUBBLICATO 08/05/2025 | © Riproduzione Riservata

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