I PENSIERI DI PI GRECO Letto 1977  |    Stampa articolo

Cronaca di una morte annunciata

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Pi Greco
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Con l' arrivo della bella stagione la fine del borgo fra le montagne si manifesta in tutta la sua evidenza incontestabile. Una verità e' evidente proprio perché incontestabile. La parola incontestabile e' Degrado. Se ci si inoltra nei vicoli del centro storico il "viandante" si trova di fronte alla totale rovina del luogo più bello riconquistato ormai dal ritorno della natura che manifesta la sparizione della mano dell' uomo. Silenzio, rovine, sterpi e cani randagi hanno riconquistato il territorio che torna ad essere un pericolo per l' uomo. C'è una parola che determina la sopravvivenza del civile: la Cura. Ma la Cura del borgo non si vede, non e' manifesta. Strade colabrodo infestate da erbacce, corsi d' acqua completamente abbandonati all' incuria ed al comportamento incivile di abitanti ( lontani dalla civiltà ) che li utilizzano come discariche a cielo aperto di liquami di ogni tipo. Se il "viandante", per caso, si inoltra nel centro del borgo, si trova circondato da vecchie staccionate di ferro arrugginite pericolose e sinonimo di incuria ed abbandono. Pezzi di quelle che potrebbero essere aiuole invase da rovi, ortiche, piante selvatiche e discariche abusive attrazione per gli animali selvatici che circolano tranquillamente ( cinghiali, cani randagi, volpi, faine, ricci, ecc.). Se manca la Cura si manifesta l' abbandono. L'Abbandono e' la fine dell' umano. L' Abbandono provoca una sensazione di tristezza assoluta. L' Abbandono fa pensare alla fine. Vivere in un ambiente simile determina nell' abitante il desiderio di andare via, il non ritorno. Il Silenzio, il vuoto, il nulla. La natura e' muta. Il borgo e' tornato natura matrigna. Nel borgo fra le montagne, con la bella stagione l' aumento della luce, purtroppo, evidenzia quello che la notte dell' inverno nascondeva: la Fine.

PUBBLICATO 26/05/2025 | © Riproduzione Riservata



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