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Una brava persona

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
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Anna è una brava persona, non servono altre parole per dirne di più, è un privilegio che spetta a pochi e lei è una di quelle.
Anna ha una storia da raccontare e ad ascoltarla avresti, invece, voglia di usarle tutte le parole che conosci perché la tutela del lavoro abbisogna della dovizia anche dei punti e delle virgole.
Anna lavora in ospedale da quasi vent’anni, fa le pulizie, è una mamma e un papà di tre figli, ha fatto mille lavori, uno non bastava per vivere con dignità ma lei non ha mai chiesto sconti al suo destino, Anna è una brava persona.
Una domenica mattina ero arrivato in ritardo al turno di pronto soccorso, avevo avuto un contrattempo, non ero riuscito nemmeno a farmi un panino, il servizio mensa era out e a Levanto non c’è l’asporto, insomma, era la tempesta perfetta per iniziare la dieta!
“Dottore, vado io a fargli il panino, il supermercato è vicino, faccio in un attimo!”
Era Anna, lei era in anticipo per il suo turno, io ho provato a dirle di no, era chiederle troppo ma lei ha insistito “dottore, deve mangiare qualcosa, è dura arrivare fino a sera, sono solo due passi e mi fa anche bene” e ha sorriso.
Lei la dieta non l’ha mai cominciata, le piace mangiare e cucina da leccarsi i baffi, è sempre stata lei a preparare l’ultimo cenone di capodanno, Daniela e io abbiamo ringraziato di gusto e io stavo per fare il bis!
”Anna, ti do il bancomat, ho anche dimenticato di fare un prelievo” e lei “no dottore, ho paura di perderlo e se fanno casino, se mi copiano il pin, no, non me la sento di farle correre un pericolo!”
Ho dovuto rassicurarla, si è convinta ma appena è tornata mi ha subito restituito bancomat e scontrino “controlli dottore, ho speso un po’ di più ma gli ho detto di fare un panino buonissimo” era propio preoccupata, si è calmata solo quando l’ho abbracciata, Anna è una brava persona.
Da quando è iniziato il lavoro di ristrutturazione dell’Ospedale e c’è meno da pulire, le hanno ridotto le ore di lavoro, la scusa c’era, si risparmia sempre sulla pelle dei lavoratori perché un’ora in meno retribuita è un affare e che importa se significa un giorno più difficile da vivere per Anna.
Un giorno, e poi un altro, le hanno rimproverato una gestione imperfetta della sua attività, il cartello delle pulizie era in disordine. Lei ha provate a giustificarsi, adducendo le sue critiche corrette, la qualità dei materiali da usare, i rifornimenti mai puntuali ma ha avuto una sola risposta “se succede un’altra volta ti trasferiamo a La Spezia!”
Non è più successo ma di punto in bianco è stata trasferita anche con un ulteriore riduzione delle ore di lavoro.
Nessun preavviso, nessuna ragione scritta, nessuna considerazione in ordine all’impossibilità che questa nuova destinazione avrebbe significato per continuare altri lavori che lei stava esercitando a Levanto, Anna non vola e non ha il dono dell’ubiquità.
Anna non ha battuto i pugni, non ha chiesto aiuto, lei non ha santi in paradiso, lei è una brava persona “dottore, in qualche modo faró” ma questa volta il sorriso era amaro.
Ma io, noi, cosa possiamo fare per lei?
Anche io, anche noi siamo brave persone, abbiamo il dovere di appellarci al buon senso di chi di dovere perché ad Anna sia concesso il diritto di vivere il suo lavoro e la sua vita senza averne alcun calpestio in dignità e diritto.
I diritti dei lavoratori sono lettera morta se non ne cogliamo la sacralità quando non è a noi che riguardono perché un giorno o l’altro qualcuno proverà a violentare i nostri e non far nulla prima che succeda, disertare la coscienza, serve solo a dirsi:
“Io non sono una brava persona”!
L’8 e il 9 giugno scegli invece di essere una brava persona, tutela i tuoi diritti.

PUBBLICATO 04/06/2025 | © Riproduzione Riservata



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