OPINIONE Letto 2144  |    Stampa articolo

Progetti straordinari, degrado ordinario

Foto © Acri In Rete
Comitato Beni Comuni di Acri
condividi su Facebook


Come Comitato dei Beni Comuni di Acri, sentiamo la responsabilità di avviare un confronto pubblico sulle dinamiche che stanno trasformando profondamente la vita cittadina.
Dopo un percorso di dialogo interno, abbiamo scelto di affrontare in una trilogia i temi più urgenti: il rapporto complesso tra politica e amministrazione pubblica, il contrasto tra progetti eccezionali e il persistente degrado urbano, e il peso crescente degli interessi privilegiati sulle scelte pubbliche.
Con questo contributo intendiamo stimolare consapevolezza e partecipazione attiva, perché crediamo in una città costruita dal basso, con trasparenza e giustizia sociale.

Negli ultimi anni, sempre più amministrazioni comunali si sono orientate verso la ricerca attiva di fondi pubblici e la partecipazione a bandi nazionali ed europei per finanziare progetti di sviluppo urbano. Questa tendenza nasce da una necessità concreta: i bilanci comunali sono spesso limitati e, per realizzare opere ambiziose o innovare i servizi, è indispensabile accedere a risorse esterne. Tuttavia, questo sforzo strategico, pur legittimo e potenzialmente virtuoso, comporta il rischio di trascurare l’ordinaria amministrazione, ossia la gestione quotidiana della città e delle sue esigenze immediate. In sostanza, non è sempre una questione di negligenza, ma spesso di scelte forzate da risorse limitate e da un  sistema che premia la progettualità più della manutenzione. Uno dei motivi principali di questo squilibrio è la limitatezza delle risorse umane negli enti locali. I funzionari comunali, spesso pochi e  sovraccarichi, vengono coinvolti nella stesura di progetti complessi e nella gestione burocratica dei bandi, sottraendo tempo e attenzione alla manutenzione delle strade, alla cura del verde pubblico, al funzionamento dei servizi anagrafici, alla pulizia e igiene  urbana,  alla sicurezza. Così, mentre si rincorre la “grande opera”, il cittadino si trova a convivere con buche pericolose, marciapiedi dissestati o lunghe attese agli sportelli. Inoltre, c’è una questione di visione politica: concentrarsi esclusivamente su progetti straordinari può dare l’illusione di dinamismo e innovazione, mentre nella realtà si rischia di perdere il contatto con i bisogni reali e quotidiani dei cittadini.  
L’ordinario, se ben gestito, è straordinario. Non si tratta di scegliere tra bandi e quotidianità, ma di trovare un equilibrio virtuoso. Le risorse straordinarie devono integrarsi con un’amministrazione ordinaria solida, reattiva ed empatica. Solo così si può costruire una città che cresce senza dimenticare chi la vive ogni giorno. Trascurare la manutenzione ordinaria porta ad un progressivo deterioramento di strade, illuminazione, verde pubblico, raccolta dei rifiuti e altri servizi quotidiani. Quando i cittadini vedono grandi progetti inaugurati mentre i marciapiedi restano rotti, cresce la percezione di una gestione distante e poco attenta ai bisogni reali. L’inseguimento continuo di bandi può portare a una pianificazione frammentata, dove i progetti non si inseriscono in una visione coerente di sviluppo urbano. Nelle aree interne stiamo assistendo a un fenomeno che vede la sanità sotto pressione, le scuole soggette ad  accorpamenti forzati, la pulizia urbana sacrificata per mancanza di fondi o di organizzazione.
Questo tipo di degrado non è solo un problema estetico o logistico: mina la coesione sociale, alimenta il senso di abbandono incentivando il fenomeno di spopolamento. E’ come  se un tessuto quotidiano della vita cittadina si sfilacciasse lentamente. Dietro lo squilibrio tra straordinario e ordinario si nascondono cause strutturali, culturali e politiche. La logica a progetto, benché utile per innovare, porta con sé il rischio di “fare le cose per il bando” e non per il bene reale del territorio.
Progetti complessi vengono scritti in funzione dei criteri di ammissibilità, e non tanto in base a un piano strategico organico e partecipato. Di conseguenza, si costruisce perché si è trovato un finanziamento, e non perché era ciò che serviva. 
In un contesto politico spesso guidato dalla ricerca del consenso immediato, i progetti finanziati tramite fondi pubblici offrono un potente strumento di visibilità: sono tangibili, fotografabili, inaugurabili. Per questo motivo, la politica locale rischia di inseguire il prestigio delle “grandi opere” dimenticando che la qualità della vita quotidiana dei cittadini si gioca su aspetti meno appariscenti ma profondamente importanti: servizi puntuali, spazi puliti, risposte rapide. Sono attuali e percepibili  gli effetti collaterali  profondi e duraturi  sul degrado urbano, sulla perdita di identità dei luoghi  e la crescente disaffezione civica.
La gestione quotidiana degli spazi comuni è una sfida complessa. Quando l’ordinaria amministrazione viene trascurata, si crea un vuoto che nemmeno i progetti più ambiziosi riescono a colmare.
La città perde la sua capacità di accogliere, di essere vissuta, di generare senso di appartenenza. Questo stato di degrado non è solo fisico, ma anche simbolico: comunica ai cittadini che il loro spazio non è più curato, che la loro quotidianità non è una priorità. Per invertire questa tendenza, servirebbe una nuova cultura amministrativa che rimetta al centro la cura del quotidiano.  
Nel prossimo scritto ci occuperemo degli “inquilini del privilegio” di cui parlano Cersosimo e Nisticò.

PUBBLICATO 06/07/2025 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

SPORT  |  LETTO 955  
L'uomo che fa correre anche il tempo
Ci sono quelli che passano le domeniche a discutere di calcio sul divano, e quelli che lo vivono dagli spalti. Poi c'è Angelo Franco Ferraro che il calcio ha deciso di viverlo da ogni prospettiva poss ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 504  
Spazi e voci in libertà
L’omosessualità come esperienza umana e civile, libera da giudizi e pregiudizi, chiama i piccoli centri a una responsabilità nuova: riconoscere le persone, ascoltare le loro vite, aprire spazi di paro ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 700  
Al via domenica 2 Agosto il Padia Street Festival
Domenica 2 Agosto, a partire dalle ore 20.00, il centro storico di Acri ospiterà la I edizione di “Padia Street Festival”, l’appuntamento estivo che trasformerà il borgo di Padia in un grande palcosce ...
Leggi tutto

LETTERE ALLA REDAZIONE  |  LETTO 577  
Finanziamento stadio. Il ricorso al Tar non risulta definito
Con riferimento all’articolo pubblicato, chiedo l’immediata rettifica delle parti contenenti una ricostruzione non corretta della vicenda processuale, in particolare laddove si afferma che “il ricorso ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 687  
Il comune ha adempiuto a quanto previsto dalla normativa vigente per la fuoriuscita dal dissesto finanziario sin dal 2021
Gentile redazione in merito all’articolo pubblicato in data odierna si tende a precisare, come già più volte ribadito e certificato dal parere dell’Organo di Revisione che l’Ente ha completato il per ...
Leggi tutto