Cala il sipario su “Il libro e la piazza”. Mallamo si aggiudica il Premio Arena
Mario Bonacci
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Martedì 5 Agosto si è conclusa la seconda edizione de “Il Libro e la Piazza” che da quest'anno consegna al vincitore o vincitrice il Premio Giuseppe Antonio Arena, nostro illustre concittadino scrittore, poeta e giurista. La manifestazione, che ha l’obiettivo di dare visibilità a opere di alto livello, intende poter offrire a scrittrici e scrittori la possibilità di trovare nella nostra cittadina non solo una sorta di residenza artistica ma anche un luogo di connessione emotiva e sociale. L’iniziativa, oltre a promuovere i libri e la lettura, mira a valorizzare il nostro ricco patrimonio storico e culturale, ma anche di apertura e scambio tra culture, popoli e lingue. Sono state cinque giornate ricche di temi che hanno spaziato dalla poesia alla storia alla filosofia alla narrativa con dibattit,bi egregiamente moderati , che hanno suscitato riflessioni personali e confronto tra i partecipanti. Giovani e giovane intellettuali acresi si sono particolarmente distinti per la competenza e la passione messa in campo , impressionando positivamente gli autori presenti nelle diverse serate. Quest'anno la Giuria ha assegnato il “Premio Giuseppe Antonio Arena” a ANNA MALLAMO, per il romanzo “Col buio me la vedo io” (Einaudi, 2025), con la seguente motivazione: Per la sua scrittura personalissima, quasi un flusso di coscienza denso di sguardi inediti e sfaccettati; uno stile coinvolgente, sorretto da un linguaggio in cui l’uso dei termini dialettali inframezza i pensieri, facendo penetrare ancor di più il lettore nell’universo della protagonista. Per uno stile e una lingua che tratteggiano, così, la complessità di una città, attraversata nei suoi meandri e nella sua bellezza salvifica. Per una narrazione che supera i generi e attraversa molteplici temi, tra il romanzo di narrazione e l’aderenza storica, tra lo sguardo sulla famiglia e quello sul femminile. Per avere raccontato la mafia da un’altra prospettiva: quella di una giovane ragazza, poco più che adolescente che con un atto coraggioso e incosciente sequestra il figlio di un boss mafioso. Per avere ben restituito la cultura calabrese, tra rabbia e “fantasia”, tra paesaggi sonori e visioni. Un ringraziamento alla giuria ed in particolare al suo presidente professore Carlo Fanelli per il contributo dato nell'organizzazione della manifestazione. Acri " città che legge " ha, ancora una volta, mostrato vivacità culturale e passione per la lettura.
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PUBBLICATO 07/08/2025 | © Riproduzione Riservata

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