Continuate a suonare


Giuseppe Donato

Don Lorenzo Milani dal trasferimento punitivo in quel di Barbiana riuscì a far passare il messaggio di una scuola che doveva prendersi cura dei più deboli, degli emarginati, dei più poveri, perché in quelle menti poteva germogliare il seme dell’istruzione tanto quanto nelle menti più eccelse.
Il paragone più azzeccato formulato dal parroco fiorentino, in merito alla fruibilità dell’istruzione davvero aperta a tutti, risultò senza dubbio quello relativo alla scuola che prediligeva i migliori lasciando indietro coloro i quali non riuscivano a rimanere al passo, come se in un ospedale si curassero i sani invece dei malati. La premessa mi torna utile per introdurre un concetto che sta prendendo sempre più piede nell’esercizio dei mandati politici affidati ai diversi gradi di amministrazione pubblica, sempre più votati alla spettacolarizzazione dei successi e al contempo alla costante ricerca di contenere il malcontento che dilaga tra le popolazioni amministrate. Specchio fedele di questa spettacolarizzazione rimane senza dubbio la facilità con la quale i messaggi vengono trasmessi e recepiti presso gli utenti/elettori, ossessivamente bombardati da post, articoli su carta stampata e web, manifestazioni pubbliche e celebrazioni varie. Solo chi è dotato di una appena sufficiente capacità di discernimento riesce a individuare la corretta chiave di lettura degli eventi, attribuendo a cotali rappresentazioni la finalità più recondita. Talvolta risulta talmente evidente la discrasia tra quanto asserito e quanto effettivamente riscontrabile sul territorio, da far pensare quasi contemporaneamente all’orchestrina del Titanic che continuò a suonare malgrado il piroscafo si stesse velocemente inclinando prima di inabissarsi. E così, allo scintillio a fasi alterne del cuore pulsante dei centri urbani, spesso si accompagna l’invisibile degrado dei quartieri meno illuminati dalle insegne luminose che non si accendono più o non si sono mai accese, rivelando la rovinosa discesa verso l’anonimato degli spaccati storici intrisi di vecchio piuttosto che di antico. Per non parlare di scelte scellerate diversamente databili nell’approntare progetti di restauro da inserire con una certa cautela in determinati contesti, che puntualmente finiscono per violentare gli ambienti (e)virando decisamente verso un modernismo che mal si concilia con la storicità dei luoghi, consegnandoli miserabilmente alla mercè del tempo che scorre e che non sempre tutto guarisce. E mentre l’orchestrina s’immola nel perpetuo suonare, i pensieri naufragano lungo vecchi percorsi che non profumano più di antico ma nemmanco di moderno... |
PUBBLICATO 12/08/2025 | © Riproduzione Riservata

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