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Rifate la politica

Foto © Acri In Rete
Marcello Perri
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In una intervista del 2017, Andrea Camilleri esordiva così, rivolgendosi ai giovani: “Oggi non saprei darvi un consiglio, se non questo: rifate la politica, rifatela. La politica oggi è quasi sinonimo di disonestà, invece la politica è una cosa altissima. Siamo noi con le nostri mani che facciamo il nostro futuro, col nostro voto. Partecipate alla vita politica con l’incorruttibilità della giovinezza…”
Ecco, bisognerebbe ripartire da queste parole. Bisognerebbe ripartire dalla politica. Quella altissima. E quale periodo migliore per riflettere sul messaggio che ci ha lasciato Camilleri.
Il voto è un dono importante e prezioso. I nostri nonni hanno battagliato per donarci la possibilità di scegliere e bisognerebbe farlo ragionando e analizzando lo stato delle cose. Ma in Italia, in Calabria, ad Acri, tutto questo non accade. Purtroppo.
La campagna elettorale è giunta al termine, come sempre caratterizzata da accuse, passerelle, promesse, strette di mano, baci e abbracci. Non è mancato proprio nulla, forse. Muri imbrattati con foto di gente che poco o nulla ha donato alla nostra terra.
Ed ecco che bisognerebbe chiedersi: ma questi signori, meritano il nostro voto? La vera protagonista, la politica, che fine ha fatto?
Penso al presidente uscente, un grande comunicatore, un influencer, ma anche un grande venditore di fumo. Penso al sindaco di Acri che in questi anni ha usato la parola cambiamento più di ogni altra cosa. Penso al suo slogan “per una regione in salute”, ed è inevitabile pensare all’ospedale di Acri. Un disagio, proprio come è stato denominato: “ospedale di zona disagiata”. Proprio come Acri: una cittadina disagiata. Ci hanno mostrato elenchi di cose fatte, inaugurazioni di rotonde e piazze.
Bastava si trattasse di inaugurazioni ed ecco che appariva il sindaco con tanto di fascia. Ma qualcuno si è chiesto chi le deve “riempire” queste piazze? Si gioisce per la notte bianca partecipata, per questo o quel concerto, ed il resto dell’anno? Cosa hanno fatto per dare ai giovani la possibilità di rimanere? Quali alternative valide sono state offerte? Loro ci mostrato quello che più fa comodo a loro e continuano con le promesse. La realtà, però, mostra altro: una cittadina al buio, invasa da cinghiali e da cani randagi. Il verde pubblico un lontano ricordo, l’acqua a giorni alterni, la viabilità fatiscente.
Ed ecco che riaffiorano i ricordi, quelli miei e di quelli che, coraggiosamente, sono rimasti e che hanno vissuto un’altra Acri. Quella vera.
Tra poche ore acresi e calabresi saranno chiamati al voto.
E’ un voto importante che può segnare il destino di una comunità e di una regione tanto bella quanto martoriata.
Che sia un voto pensato, per il bene di chi è rimasto.
Che sia un voto che guardi al futuro della nostra terra.
Che sia un voto che pensi a tutti quelli che vorrebbero tornare.
Che sia un voto lontano dalla “pezza di asfalto” o dalla lampadina sostituita.
Che sia un voto che dica no ai giochetti di potere.
Che sia un voto come quello dei nostri nonni.
Che sia un voto incorruttibile.
BUON VOTO LIBERO A TUTTI.

PUBBLICATO 03/10/2025 | © Riproduzione Riservata



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