IL CASO Letto 4174  |    Stampa articolo

Previsioni disattese, tradimenti e ingratitudine

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
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Ancora una volta la città di Acri non sarà rappresentata nel consiglio regionale. E’ assente da quindici anni. L’attuale sindaco Pino Capalbo, però, ci è andato molto vicino. Candidatosi nel Pd ha raccolto oltre 5mila voti. Un ottimo risultato. E’ giunto terzo dopo Madeo, eletta, e Bossio. Due candidati forti. Ha preceduto l’uscente Iacucci e Mazzuca, presidente del consiglio comunale di Cosenza. In queste ore Capalbo starà sicuramente riflettendo sul risultato ma soprattutto su cosa non gli ha permesso di raggiungere il primo posto. A nostro avviso può ritenersi più che soddisfatto ma, conoscendolo, sappiamo che è anche amareggiato per alcuni aspetti. Quando vi è una competizione elettorale Capalbo punta al massimo. Non gli piacciono comparse e/o candidature di servizio. Intanto oggi può recarsi nel partito, sia a livello provinciale che regionale, a battere i pugni ed a fare la voce grossa per il consenso ottenuto, soprattutto lontano dalla sua Acri. Certamente ha influito anche l’accoppiata con Madeo ma molti voti sono personali. Capalbo è riuscito a intercettare consensi in tutti i comuni. Ha raccolto ben 352 voti a Corigliano Rossano, oltre 400 a Bisignano, 124 a Montalto, 129 a Rende e 155 a Cosenza senza dimenticare i 62 di Luzzi e i 52 di Castrovillari. Cosa gli è mancato? Capalbo lo sa che ad Acri gli mancano circa mille voti sulle sue previsioni. Alcuni consiglieri di maggioranza e alcuni assessori, escluso il Psi , hanno fatto il loro dovere, nelle scorse ore e nelle prossime Capalbo “scrutinerà” tutte le 35 sezioni per verificare se la sua maggioranza ha fatto per intero il proprio dovere. A Capalbo, però, mancano alcuni voti, quelli di un gruppo consistente, ex suoi amici, sostenitori e amministratori, che hanno ritenuto opportuno sostenere Umberto Federico, sindaco di Luzzi, candidato nella lista Dp, che ha ottenuto circa 900 voti arrivando terso dopo Capalbo e Gallo. Basta fare un semplice calcolo per rendersi conto che con altri voti locali avrebbe potuto raggiungere i 3000 consensi e puntare al primo posto. Ma a Capalbo mancano anche i voti di un suo intimo amico ( non sappiamo se da lunedì è un ex amico ); Giuseppe Aieta. Il sindaco di Cetraro gli aveva garantito un cumulo di voti, anche nei centri limitrofi, invece nel paese tirrenico Capalbo ne ha presi appena 65. Conosciamo Capalbo, lunedì sera si farà fatto sentire. Ne ha ben donde. Nelle ultime due consultazioni elettorali regionali Capalbo sostenne Aieta ed ad Acri riuscì a fargli prendere circa 900 voti la prima volta oltre 700 la seconda. Aieta contraccambiò con l’inserimento di Capalbo nella sua struttura. Ciò, però, non giustifica lo scarso apporto in termini di consensi verificatosi in questa tornata elettorale. Siamo certi che Aieta, docente, noto per la sua dialettica, avrà spiegato a Capalbo i perché di questo mancato sostegno. Oppure aspetterà il 30 ottobre, giorno di Sant’Angelo, quando, come accade oramai da anni, si recherà ad Acri per rendere omaggio al Santo? Ci saranno strette di mano, abbracci, selfie, cenette? O indifferenza e mugugni? O il prof. di Cetraro, per evitare insulti e imbarazzo, deciderà di restare nella sua Cetraro? In politica, è risaputo, la gratitudine e la lealtà sono cose rare. Del resto, Capalbo, nel 2022, è stato eletto anche grazie al sostegno di esponenti di Fi e Udc, molti dei quali in passato ( ma anche oggi ) gratificati, sia dal punto di vista economico che politico, dai vertici locali, provinciali e regionali dei due partiti.

PUBBLICATO 08/10/2025 | © Riproduzione Riservata



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