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Analisi, narrazione e voto di opinione

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Redazione
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All’indomani del voto, come spesso accade, leggiamo di tutto. A quanto pare sono tutti vincitori. Nessun vinto. Al massimo qualcuno afferma di aver pareggiato. I numeri, però, sono incontrovertibili e suggeriamo ( a fan, dirigenti, simpatizzanti, portaborse ), di distinguere tra analisi e narrazione. Ad oggi prevale la seconda visto che ognuno, senza obiettività e riflessione, vorrebbe incantare i lettori con ricostruzioni falsate o di parte; c’è chi ha vinto, chi ha sfondato, chi ha pareggiato, chi ha tenuto. Più interpretazione che realtà dei fatti. Si scrive quello che è più conveniente. E i pretoriani, magari anche senza neanche aver letto, applaudono e condividono. Del sindaco Capalbo ne abbiamo scritto ed anche tanto. Ci limitiamo solo a ribadire che è andato molto vicino all’obiettivo. Il sindaco aveva fatto bene i calcoli; “3mila voti fuori, quasi 4mila ad Acri e lo scranno di palazzo Campanella è mio”. Evidentemente non aveva fatto i conti con il malcontento della piazza e delle frazioni, con la poca incisività di alcuni consiglieri ed assessori, con la inopportuna pressione e ingerenza di alcuni componenti la sua squadra, con il poco o nullo apporto di gruppi di persone chiamate a sé; associazioni culturali, professionisti, ditte, taluni impiegati comunali, il consistente gruppo di ex amici che ha ritenuto opportuno sostenere altri. Chissà come sarebbe andata se si fosse votato il prossimo anno, oggi deve recriminare e riflettere. Così come dovrebbe fare qualche suo collaboratore/guardaspalle. Turano, Sinistra Italiana e Anna Vigliatuto, Udc, senza grossi apparati, hanno fatto quello che hanno potuto e raggiunto un discreto risultato. Tuttavia i due partiti non vivono momenti di gloria. Può ritenersi soddisfatta Angela Morrone, Fi, sostenuta dai consiglieri comunali Intrieri e Zanfini. In molti si chiedono se in questa tornata elettorale ci sia stato o meno il cosiddetto voto di opinione. Noi crediamo di no; hanno votato in circa 10mila, tantissimi lo hanno fatto perché hanno ricevuto, e/o dovevano ringraziare o perché avrebbero dovuto ricevere. In pochi lo hanno fatto per credo, appartenenza, ideali. Il dibattito politico continua ad essere assente. Chiediamo; chi sono i dirigenti dei due maggiori partiti di Acri, Fi e Pd? Da quando gli iscritti non si riuniscono nelle proprie sedi? Che fine hanno fatto i dirigenti datati e di peso dell’ex Pci, Ds ora Pd? Da quando non si tiene un dibattito con al centro tematiche locali, provinciali e regionali e non solo per individuare le candidature? Chi detta la linea politica dei due partiti? Quali i progetti di Fi e Pd, che a livello regionale ( 13,5 %) ed a livello provinciale ( 11 % ), è ai minimi storici, per Acri e il suo territorio? Quante le tessere taroccate e libere? A loro ed al Civismo consigliamo di non commentare più il voto regionale e la perfomance di Capalbo. Fossimo al posto loro non sottovaluteremmo Capalbo. Ha mille risorse, lo ha dimostrato più volte, è ferito ma non ucciso ( politicamente ). Ci risulta che il centro sinistra destra che guida il Comune ( Pd, Articolo Uno, Udc, Psi e Fi ) parla, dialoga, litiga, propone, progetta, dall’altra parte, al momento, solo riunioni, incontri, interlocuzioni. Così c’è il rischio di fare la fine del 2022.

PUBBLICATO 09/10/2025 | © Riproduzione Riservata



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