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Il sindaco Capalbo strizza l'occhio a Sinistra Italiana. Verso un nuovo rimpasto di giunta?

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Nella maggioranza di centro sinistra destra il voto regionale è stato archiviato dopo attente analisi e qualche recriminazione. Ora l’attenzione è rivolta alle comunali del 2027.
Mentre il centro destra e il civismo stanno cercando di ricompattere i rispettivi schieramenti, l’attuale amministrazione cerca di accelerare i tempi al fine di riconquistare palazzo Gencarelli. Il deus ex machina è, ovviamente, il sindaco Capalbo, giunto terzo nella lista Pd alle ultime regionali.
Da ambienti vicini alla maggioranza, pare che il primo cittadino, che non può ricandidarsi ma che di certo reciterà un ruolo di primo piano anche nelle comunali del 2027, abbia voglia di cambiare qualcosa e dare vita ad una nuova coalizione.
Ecco, quindi, la spiegazione dei numerosi contatti avviati con Sinistra Italiana che in consiglio comunale è all’opposizione ed è rappresentata da Angelo Cofone. Pare che negli ultimi giorni le interlocuzioni tra il sindaco e Cofone siano diventate più frequenti.
Non è un mistero che una parte della maggioranza, in primis Capalbo e l’assessore Bonacci, vorrebbero volentieri al loro fianco il partito di Fratoianni ovvero l’entrata in maggioranza e nella giunta.
Ciò, evidentemente, per costruire una vera coalizione di centro sinistra, del tutto innaturale e, quindi, eliminare chi con detta alleanza non c’entra nulla.
Del resto Acri in rete lo ha sempre sottolineato; cosa hanno in comune Capalbo e Bonacci, ovvero Pd e Articolo Uno, con Fi e Udc? Vi ricordate le arringhe dei suddetti esponenti politici contro Trematerra, Fi e An?
Ci siamo sempre chiesti come sia possibile la condivisione di soggetti politici molto diversi tra loro e difatti, ci risulta, che in più di una occasione Bonacci ha avuto scontri con il collega di giunta Maiorano, ex Udc.
Il progetto del 2022 pare destinato a concludersi ma solo e soltanto se Sinistra Italiana accetterà le lusinghe e le offerte di Capalbo e Bonacci e solo se il primo cittadino accetterà le condizioni del partito di Fratoianni ovvero la nomina in giunta di un uomo.
A questo punto chi rischia? Bruno, assessore ai lavori pubblici, sembra intoccabile. Con Capalbo vi sono rapporti ventennali improntati sulla fiducia e sulla condivisione.
In ogni occasione Bruno non ha fatto mancare l’apporto, in termini di voti, a Capalbo. Bonacci, assessore alla cultura, sebbene defenestrato dalla fascia di vice sindaco, resta sempre uno dei collaboratori più stretti e qualificati dell’esecutivo.
Difficilmente Capalbo vorrà farne a meno.
Maiorano, che nel 2022 è stato l’artefice della lista Pino Capalbo sindaco, raccogliendo un bel po’ di consensi, è quello più indicato a essere sacrificato anche perchè Sinistra Italiana, per entrare in giunta, pare abbia chiesto la sua testa.
Un’operazione non facile, una patata bollente per Capalbo che con Maiorano ha ottimi rapporti.
Dall’altra parte, invece, centro destra e civismo hanno iniziato a incontrarsi e a discutere per trovare la quadra.

PUBBLICATO 28/10/2025 | © Riproduzione Riservata



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