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Rigenerazione stadio comunale: l'assessore chiarisce l'iter del progetto e il ricorso al Tar

Foto © Acri In Rete
Simone Bruno
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In merito al recente articolo pubblicato dalla testata giornalistica Acri In Rete e, successivamente, alla nota stampa del consigliere comunale Palumbo sulla vicenda dello Stadio “Pasquale Castrovillari”, è necessario offrire ai cittadini una ricostruzione completa e corretta dei fatti basata sugli atti ufficiali.
Il progetto di rigenerazione dello stadio non nasce oggi, né negli ultimi mesi: il suo percorso inizia nel 2023, quando il Comune decise di partecipare al bando nazionale “Sport e Periferie”. La Giunta dell’epoca approvò il progetto di fattibilità tecnico-economica e presentò la domanda.
A dicembre dello stesso anno arrivò la buona notizia: il Comune risultò tra i beneficiari, con un finanziamento di 700 mila euro e un cofinanziamento comunale di 180 mila euro.
Da quel momento l’Ente ha proseguito secondo le procedure previste dalla legge: individuazione del Responsabile Unico del Progetto, affidamento della progettazione esecutiva, avvio della gara pubblica e proposta di aggiudicazione dei lavori. Tutto l’iter si è svolto in modo trasparente e nei tempi consentiti dal Codice dei Contratti.
La criticità è sorta solo nel giugno 2025, quando il Dipartimento per lo Sport ha comunicato l’avvio del procedimento di definanziamento, sostenendo che il Comune non potesse considerarsi fuori dal dissesto perché l’OSL non aveva ancora approvato il proprio rendiconto finale.
Questa interpretazione è stata subito contestata dall’Amministrazione che ha trasmesso controdeduzioni dettagliate: la normativa infatti stabilisce chiaramente che un Comune rientra in gestione ordinaria una volta rispettati gli obiettivi del bilancio riequilibrato nei cinque anni previsti. E questo, per il Comune di Acri, è avvenuto come certificato dal Collegio dei Revisori e confermato dallo stesso OSL.
È importante precisare che l’attività dell’OSL riguarda esclusivamente la massa debitoria pre-dissesto ed è separata dal bilancio attuale del Comune, che dal 2022 non ha più alcun vincolo di dissesto. Nonostante ciò, il Dipartimento ha mantenuto la propria posizione e ha emesso il decreto di decadenza dal finanziamento il 21 ottobre 2025. Di fronte a un provvedimento che riteniamo ingiusto e privo di fondamento, l’Amministrazione ha avviato immediatamente il ricorso nelle sedi competenti per tutelare l’intervento e gli interessi della città.
Nel frattempo, per evitare possibili obblighi di spesa senza copertura, il RUP ha sospeso i servizi tecnici e revocato gli atti di gara in via cautelativa, come consentito dalla legge. Un punto deve essere chiarito con forza: il Comune non ha perso né utilizzato alcuna somma, perché i fondi del bando non vengono erogati finché non è stipulato il contratto di appalto.
Non essendo ancora arrivati a quella fase, nessun euro è stato speso. Anche il cofinanziamento comunale – il mutuo da 180 mila euro – è integro e destinabile allo stesso impianto sportivo. Non vi è dunque alcuna “perdita di denaro pubblico”, né un aggravio per i cittadini.
Oggi il Comune dispone di un progetto esecutivo completo, pronto da utilizzare sia in caso di esito favorevole del ricorso sia per accedere ad altri canali di finanziamento.
La nostra volontà è chiara: portare a compimento l’intervento, perché lo stadio ha bisogno di un ammodernamento e perché la comunità sportiva merita impianti adeguati. Accogliamo ogni proposta che abbia finalità costruttive e continuiamo a lavorare con serietà, evitando polemiche inutili e concentrandoci su ciò che serve davvero: difendere il progetto, assicurare trasparenza e tutelare gli interessi della città.
Aggiorneremo puntualmente la cittadinanza sugli sviluppi del ricorso e sulle ulteriori iniziative che metteremo in campo.

PUBBLICATO 21/11/2025 | © Riproduzione Riservata



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