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Tra il dire e il fare c'è di mezzo la TARI

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Caro anno nuovo, finalmente sei arrivato. Ti stavamo aspettando come si aspetta qualcuno che reca con sé qualcosa d'importante .
Del resto, quando il presente delude, tutte le speranze vengono riposte nel futuro.
Caro mio, sono tempi difficili, guerra e odio tormentano il Mondo. La mancanza di lavoro rende incerto il futuro per i giovani, mentre le aziende che delocalizzano o licenziano creano gravi difficoltà alle famiglie.
Cosi, sperare in un tuo aiuto per risolvere questioni cosi complesse mi sembra di pretendere troppo. Tuttavia, qualcosa di meno impegnativo mi sento di chiedertelo.
Non è che potresti far tornare di moda la coerenza? Ormai di lei non si sa più nulla, è data per dispersa. Da anni è fuori dalla portata dei radar di questa società sempre più meschina. Le persone coerenti sono ormai così rare che finiranno per diventare patrimonio dell'UNESCO, come la pizza e la cucina italiana.
Certo viviamo tempi davvero strani! Nani che si credono giganti, promettono di tutto, salvo poi non mantenere nulla.
Prendiamo, ad esempio, un vero principe dell'incoerenza (giusto un nome a caso), Matteo Salvini, il Ministro dei Trasporti più inadeguato da quando hanno inventato la ruota. Per anni ha raccontato al Paese che la Legge Fornero era il male assoluto, una specie di maledizione dei Maia piombata sulle pensioni italiane. In campagna elettorale lo ha detto in tutte le salse addirittura, ne ha fatto una questione d'onore fino ad arrivare a dire: “Se non la abolisco, siete autorizzati a spernacchiarmi.” Dopo tre anni di governo la legge Fornero è ancora lì, non solo gode di ottima salute ma è stata addirittura resa più severa, così andremo in pensione sempre più tardi. Con buona pace del girasagre leghista che in questo periodo si è fatto fotografare con una improbabile maglia natalizia insieme ad un modellino del ponte sgangherato, come del resto appare tutto il progetto.
Caro anno nuovo, se dovessi incontrarlo, ti prego spernacchialo tu per me, giusto perché non pensi che ci siamo dimenticati delle sue sparate.
Inoltre, non ci può essere una vera gara tra chi promette e non mantiene senza parlare della "mitica" Giorgia. Lei è una grande campionessa del settore.
Diceva che le accise sui carburanti erano uno scandalo da abolire (ricordate?) Le ha quindi abolite? Ma neanche per sogno. Almeno ridotte? Macchè! Le ha addirittura aumentate. Un vero capolavoro d'incoerenza!
Il blocco navale tanto sbandierato per fermare gli sbarchi ha funzionato? Mai visto, manco col binocolo. Difatti lo scorso anno c'è stato il record degli sbarchi, senza che nessuno se ne sia accorto. Per non parlare delle tasse. Donna Giorgia diceva che le avrebbe diminuite, invece la pressione fiscale è aumentata.
Guai però a parlare di queste cose, perché si finisce dritti dritti nel mirino dei suoi tifosi, per i quali va sempre tutto bene Madama la Marchesa.
Comunque caro 2026, devi anche sapere che la coerenza non è in crisi solo ai "piani alti". Anche a livello locale ci difendiamo molto bene. In questi giorni l'argomento principe è la TARI, una tassa che pesa e lascia il segno. Ci avevano detto che, grazie alla raccolta differenziata, sarebbe diminuita. Risultato? Quest'anno è aumentata del 30%. Mica male! L’aumento sarebbe in parte dovuto ai nuovi servizi che la ditta incaricata delle racconta avrebbe dovuto attivare. Avrebbe appunto, perché ad oggi non se ne vista neanche l’ombra. A completare il quadro, la delibera sull’aumento delle tariffe non è stata trasmessa al Mef nei tempi previsti perdendo così efficacia. A meno che non venga “salvata” dal sempre provvidenziale decreto “mille proroghe”. Risultato? Tra anticipi, saldo e comunicazioni che disorientano, siamo comunque chiamati a pagare. In fondo si paga sulla fiducia. Come recitava quel fortunato slogan: "Galbani vuol dire fiducia". Anche se qui non si parla di latticini né formaggi, il principio ispiratore resta perfettamente applicabile.

PUBBLICATO 03/01/2026 | © Riproduzione Riservata



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