Per la precisione
Angelo Bianco
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Caro dott. Gallo,
Ho letto la sua disamina critica in difesa della determina che le assegna 2.200 per la promozione del suo libro. Lascio ad altri rispondere sui temi che ha posto ma lei mi riserva un appunto “é stato scritto il falso”, sino a dire, “svalutazione non documentata” e, allora, io ho il dovere di risponderle e precisare più compiutamente. Vado più dritto al punto di quanto non sono stato capace nel mio primo articolo. Lei non ha titolo per dirsi specializzato nell’insegnamento della materia di “Inclusione”, tanto da riservarle spazi scolastici, REMUNERATI, per darne approfondimento critico. Le ragioni sono bibliografiche che, in onore al principio di trasparenza che lei, legittimamente, rivendica, chi ne ha voglia può o meno confutare in modo “oggettivo”, come lei pretende. È sufficiente navigare su Internet o su AI, cercando il suo CV, perché è così che si fa quando si vuole avere informazioni su qualcosa o su qualcuno, io così ho fatto, non ho altri canali ma se vorrà indicarli, ne prenderò atto con piacere. Io, caro dott. Gallo, non ho scritto il falso. Lei ha pubblicato alcuni saggi di filosofia, un paio di articoli e due libri, di cui uno solo è dedicato al tema “inclusione”, edito da Edizioni Orizzontali Meridionali. È in fase di pubblicazione il suo terzo, edito da una casa, di cui lei dice “di ampio respiro nazionale”, e che, quindi, dovrebbe di suo favorirla nella presentazione al pubblico, perché è così che funziona se il libro merita cotanta attenzione, ma sappiamo entrambi che è solo quanto si dice, meglio è procacciarsi un finanziamento. Non ho letto da nessuna parte che lei sia riconosciuto essere come “uno degli autori di riferimento” oppure “uno dei massimi esperti” in materia di “inclusione”, lo avrei preteso per giustificare la sua parcella. Lei riconduce la sua specializzazione al conseguimento dell’abilità all’educazione di sostegno e ai sei anni “continuativi” di docenza presso una scuola secondaria, non le pare un po’ poco? Se così bastasse, lei avrebbe una concorrenza spietata, a me pare! Lei firma la sua lettera con “Francesco Luigi Gallo”, aggiungendo una sigla (Ph.d) che, correttamente, la identifica: lei è laureato ed è dottore di ricerca in Filosofia ed è insegnante specializzato in attività di sostegno. Trasparenza è sinonimo di precisione perché è facile confondere il titolo di “professore” accademico con il più comune, che gli deriva da una docenza di cattedra liceale, e chi vorrà ascoltarla, mentre pubblicizzerà il suo libro ad una nostra scuola, ha il diritto di sapere chi è l’oratore, che professore é. Non la tedierò su quanto trovi io retorica la sua riflessione sull’importanza della materia che è del suo libro per una comunità e che nulla ha da essere confusa con altre tematiche di interesse paesano, lei sa di sfondare una porta aperta, chi può affermare il contrario? Chi può dire che c’è un paese che non è sensibile a questi argomenti? Sarà compito di altri rispondere alle offese che, a mio giudizio, lei attribuisce ad una nostra presunta incapacità di cogliere l’importanza di un approfondimento culturale sul tema dell’Handicap. Suvvia, dott. Gallo, non ci faccia una lezioncina morale, non faccia abuso della nostra pazienza culturale. Ribadisco la mia idea e convinzione che temi così complessi necessitano di una selezione culturale più rigorosa nella scelta di chi sarà chiamato a parlarne. Io pretendo il meglio per i miei figli, converrà che ne ho diritto, pago le tasse e vorrei che i miei soldi venissero impiegati per il migliore dei servizi, soprattutto, quando si parla di scuola. Rispettosamente dott. Angelo Bianco Specialista in Chirurgia Generale prof. a contratto presso l’Università di Genova per l’insegnamento dí Chirurgia Generale nel corso di laurea di Scienze Infermieristiche. Incarico di alta specializzazione di Chirurgia proctologica. Solo per la precisione. |
PUBBLICATO 10/02/2026 | © Riproduzione Riservata

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