Vicenda Deepfake. Non luogo a procedere per i cinque ragazzi indagati
Roberto Saporito
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Il Tribunale dei Minori di Catanzaro ha definito il procedimento nei confronti dei cinque ragazzi indagati in ordine ai gravissimi reati a loro ascritti, con sentenza di non luogo a procedere per essere non imputabili in quanto minori degli anni quattordici.
Come si ricorderà la vicenda risale a poco più di un anno fa, febbraio 2025, quando alcuni studenti delle scuole superiori furono vittime del cosiddetto fenomeno Deepfake. La Procura di Cosenza aprì un fascicolo per il reato di diffamazione a mezzo internet, mentre la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro contestò ai minori coinvolti il conseguente reato. I carabinieri del Comando provinciale, insieme ai colleghi del posto, diedero seguito ad una serie di perquisizioni e sequestri, anche di apparecchi informatici di proprietà di alcuni giovani del luogo che furono identificati in seguito. Secondo quanto ricostruito, i responsabili dell'accaduto avrebbero generato scatti osé, rendendosi artefici della pratica del Deepfake, tecnica per la sintesi dell'immagine umana fondata sull'intelligenza artificiale e usata per combinare immagini e video esistenti con prodotti non autentici. Ad accorgersi di quanto stava accadendo fu, per puro caso, il genitore di una delle vittime che, in rete, si è trovato davanti ad un'immagine modificata con il volto della propria figlia. Immediata la denuncia, a cui hanno fatto seguito decine di altri esposti presentati dai familiari di altri minori coinvolti. La notizia, naturalmente, creò apprensione non solo nella comunità studentesca ma anche nella città e venne ripresa anche da numerosi Media nazionali. Soddisfazione per il positivo esito è stata espressa dall’avv. Maurizio Feraudo legale di fiducia di uno dei cinque ragazzi indagati. |
PUBBLICATO 18/03/2026 | © Riproduzione Riservata

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