Cofone contro tutti: accuse, agitazione e voglia di maggioranza
Gianluca Garotto
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C’è chi entra in Consiglio comunale per proporre, chi per mediare, e poi c’è chi entra con il preciso obiettivo di regolare i conti. O almeno provarci. L’intervento odierno del consigliere Angelo Giovanni Cofone si è mosso esattamente su questa linea: più che una comunicazione istituzionale, una sorta di “resa dei conti” pubblica, con un bersaglio ben preciso - la nostra testata.
Acri In Rete, infatti, è finita al centro della critica del consigliere, rea - a suo dire - di aver collezionato una serie di “svarioni” nel raccontare il recente incontro tra lo stesso Cofone e il sindaco Capalbo. Un incontro che, vale la pena ricordarlo, non solo è stato confermato, ma anche accompagnato da richieste politiche ben precise. Non conosciamo il testo integrale delle stesse, è vero, ma il contenuto - quello sì - appare piuttosto chiaro. E, a quanto pare, anche piuttosto concreto. Curioso però che gli “svarioni” denunciati con tanta enfasi abbiano poi trovato puntuale riscontro nei fatti. Una coincidenza? Un colpo di fortuna? O forse, più banalmente, un racconto che - pur con i suoi limiti - ha centrato il punto? Ai lettori l’ardua sentenza. Non è mancata poi una tirata d’orecchi alla nostra linea editoriale: secondo il consigliere, non ci occuperemmo abbastanza del suo partito e delle sue attività. Osservazione interessante, che apre scenari affascinanti. Di quali attività stiamo parlando esattamente? Di quelle politiche ufficiali? Di iniziative pubbliche? O magari degli esposti alla Procura della Repubblica relativi ad alcuni atti dell’amministrazione? Sarebbe utile, per completezza di informazione, ricevere indicazioni più precise magari dal “super consigliere” in persona. E poi, tra le righe - ma neanche troppo - è sembrata affiorare una certa voglia di amministrare. Legittima, per carità. Un po’ meno lineare, però, se si considera che questa “chiamata” non è arrivata direttamente da città e cittadini. Anzi, senza il contributo del Movimento 5 Stelle, oggi probabilmente non staremmo nemmeno commentando interventi, così banali e sopratutto inconsistenti di contenuti, in aula. Un dettaglio che, curiosamente, nel suo documento politico non ha trovato nemmeno una citazione di cortesia. Il tutto condito da quel retrogusto tipico di una certa sinistra acrese: rigorosa nei principi, elastica nelle applicazioni. Una coerenza che, più che una linea retta, somiglia a un percorso creativo - di quelli che cambiano direzione a seconda delle stagioni politiche. Del resto, tra opposizione e possibile maggioranza, il passo può diventare sorprendentemente breve… soprattutto quando la memoria politica decide di prendersi una pausa. E sia chiaro: la prossima volta che dovremo occuparci di Sinistra Italiana saremo ben lieti di chiedere preventivamente il permesso al consigliere Cofone, così da avere la certezza di scrivere solo contenuti a lui graditi. Una forma innovativa di collaborazione tra stampa e politica che, ne siamo certi, potrebbe aprire nuove e inesplorate frontiere del giornalismo. Una piccola raccomandazione, però, ci sentiamo di farla, con spirito costruttivo: nei prossimi interventi, forse varrebbe la pena mantenere toni un po’ più sereni. Oggi l’agitazione era palpabile e, come spesso accade, non aiuta né la chiarezza né l’efficacia del messaggio. Da parte nostra, continuiamo a occuparci di ciò che riteniamo più rilevante: fatti concreti. E i fatti, al momento, dicono che l’incontro c’è stato, è stato presentato un documento politico, che le richieste sono state avanzate e che il quadro politico è tutt’altro che statico. Il resto, come sempre, lo farà il tempo. E forse anche quella “natura” che, con pazienza, segue il suo corso senza bisogno di interventi, banali, in aula. Nel frattempo, restiamo in attesa. Anche perché una domanda resta sospesa: nel caso in cui si dovesse concretizzare un accordo con la maggioranza, il consigliere Cofone continuerà davvero a fare il consigliere come ha sempre dichiarato? Oppure opterà per un ruolo di alta visibilità? Noi, con la consueta serenità, aspettiamo. Ardua sententia posteritati dabitur... |
PUBBLICATO 25/03/2026 | © Riproduzione Riservata

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