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''Bolle&Balle&Palle''

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
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La sanità è un tema a me caro e la ragione è ovvia, sono un medico.
Quando, poi, è dell’Ospedale del mio paese che si dibatte, la mia attenzione sale di livello, io ne ho un altra di ragione, ancora più ovvia, io sono un Acritano.
Qualche giorno fa, ho letto una dichiarazione del nostro Sindaco sul “Beato Angelo”.
Ovvio, ho drizzato gli occhi.
Ho parlato con Occhiuto, mi ha promesso che avvierà le procedure di interesse, Acri avrà gli anestesisti” e a concludere, poi, i soliti blà, blà della retorica dei ringraziamenti e del dovere del buon politico, quale egli si professa di essere, ma questo è un altro tema, mi è meno caro degli altri.
Non c’ho visto più!
Da medico, ne ho piene le scatole di chi risolve la crisi sanitaria con la più pilatesca lavata di mani, lo slogan per eccellenza, “si faranno i concorsi!”
Ad Acri, come ovunque, i nostri valenti amministratori fanno finta di non sapere che ai concorsi non si presenta più nessun medico, soprattutto, nelle branche di maggiore responsabilità e le ragioni sono straovvie ma tutti fanno orecchie da mercante.
Il governatore della Calabria, come quello della Liguria, tanto per restare nel mio interesse cittadino, è un altro che si vanta di costruire nuovi ospedali, tipo quello della Sibaritide, ma basterebbe chiedergli, semplicemente, con quale personale sanitario intende farlo funzionare per spegnerne gli ardori propagandistici, pregando che gli restino accesi i sigari cubani!
Da acritano, poi, ne ho ancora più piene le scatole della mirabolante narrazione futurista del mio Ospedale quando è il presente asfittico ad interessare e non avere più certezze, quanto era il passato glorioso, di cui nessuno vuole intestarsi la responsabilità della decadenza, né Occhiuto, né Capalbo, né altri.
Agli altri che sì intesteranno palazzo Gencarelli io chiederò di avere il coraggio di ripartire da quello che sicuramente NON si può fare, assumersene la responsabilità, tracciando un progetto realizzabile, sul quale investire competenza e perseveranza e non farne un manifesto di fine legislatura, uno specchietto per allodole.
A quelli che ci sono, invece, vorrei chiedere:
bando alle ciance di fine legislatura, veniamo al sodo:
quale offerta sanitaria puó assolvere il nostro Ospedale?
Tutti noi acritani dovremmo avere a cuore il tema della Sanità che, assieme alla Cultura, reggono le sorti dello sviluppo della nostra comunità, tutti dobbiamo drizzare occhi e orecchie.
Alla politica, invece, non dovrebbe essere concesso di specularne le pretese dell’attesa con mire sensazionalistiche, che sono solo gigantesche bolle di sapone e, allora, se proprio è di slogan che bisogna usare per avere attenzione, ne consiglio uno per le prossime elezioni paesane:
Nè bolle e nè balle, ne abbiamo piene le palle!”

PUBBLICATO 13/05/2026 | © Riproduzione Riservata



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