Il Colombre di Buzzati e le nostre perle irrimandabili
Manuel Francesco Arena
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Mesi fa ho letto questo racconto breve di Dino Buzzati intitolato “Il Colombre”. Scritto con la grande maestria che solo i più grandi come Buzzati possedevano, questa storia semplice e profonda segue la vita di Stefano, il figlio di un capitano di veliero, segnato fin da bambino dalla leggenda di questo mostro marino che tutti i marinai del mondo temono poiché la sua apparizione in mare è considerata presagio di sventure e cattive nove. Stefano infatti, dopo averlo avvistato durante un viaggio assieme a suo padre in oceano aperto, crescerà con questa ferrea convinzione e passerà l'intera esistenza a fuggire in mezzo ai mari del mondo pur di evitare di incontrarlo. Solamente alla fine dei suoi giorni, ormai anziano e stanco, il marinaio troverà il coraggio di guardare in faccia la creatura, scoprendo che quel gigante del mare non voleva fargli del male: anzi desiderava solo consegnargli una perla leggendaria capace di regalargli pace, serenità, ricchezze, amore, salute e tante altre cose belle. Questa bellissima metafora ci mostra come le barriere a protezione delle nostre zone di comfort che ci creiamo, nascondano a volte i tesori più preziosi. Tesori i quali spesso restano sepolti sotto la routine e gli schemi rigidi dettati dalla nostra società. Il racconto del Colombre è proprio un invito a guardare fuori dal quotidiano, andando al di là delle nostre paure per provare ad assecondare ciò che amiamo davvero. Penso a passioni o tutto ciò che davvero ci fa sentire vivi, compresi anche affetti e luoghi. Insomma, quelle piccole cose che parafrasando il poeta romano Trilussa, sono poi il vero segreto della felicità. Sapete perché? Perchè come ci ricorda Buzzati con dolcezza e malinconia, non tutto è come sembra e che nonostante a volte si tenda a rimandare, il tempo passa inesorabilmente mentre la nostra vita rimane una sola. Inoltre essa è talmente implacabile al punto che un giorno scopriremo che purtroppo sarà troppo tardi per goderci le nostre “perle”, rimandate di giorni che, a poco a poco senza nemmeno farci caso sono finiti per diventare anni.
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PUBBLICATO 27/06/2026 | © Riproduzione Riservata

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