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Lettera aperta ad Acri: la salute non ha colore politico né orari d'ufficio

Foto © Acri In Rete
Elena Ricci
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Cari amici, in questi giorni, portando avanti la battaglia per rendere il defibrillatore un bene comune sempre accessibile, mi sono sentita dire una frase che mi ha fatto riflettere.
Mi è stato detto che, dopotutto, io qui sono ancora una "forestiera" e che per questo non posso comprendere le "vere" dinamiche locali e i complessi equilibri politici del nostro paese. È vero: non sono nata qui. Ma ad Acri ho vissuto gli ultimi quarant'anni della mia vita.
Quarant'anni passati nelle aule delle nostre scuole superiori, a formare, istruire e veder crescere centinaia di ragazzi che oggi sono gli uomini, le donne, i professionisti e i genitori di questa città.
Se essere "forestieri" significa avere uno sguardo laterale, pulito e non rassegnato alle vecchie abitudini, allora lo rivendico con orgoglio.
E lo dico chiaramente: se capire le dinamiche locali significa accettare che la burocrazia, i calcoli elettorali o i rancori personali mettano sotto chiave un defibrillatore salvavita, allora sono fiera di non capirle.
Io capisco solo che la salute delle persone non ha colore politico, non ha tessere di partito e non ha orari d'ufficio.
La sicurezza di Acri appartiene a chi la ama e la vive, non a chi la recinta. Su questo tema ho voluto confrontarmi con una mente lucida e un illustre figlio della nostra terra, il Professor Angelo Gaccione — narratore, drammaturgo e direttore del giornale culturale "Odissea", un uomo che nel 2017 è stato insignito del Premio milanese alla Virtù Civica e che non ha mai interrotto il cordone ombelicale con la sua Calabria.
Al professor Gaccione ho chiesto un parere disinteressato e libero da condizionamenti clientelari.
Le sue parole sono state un faro e una chiamata alla responsabilità che voglio condividere con voi: "Per far breccia fra i governanti burocrati quasi sempre ottusi e arroganti, i cittadini si devono organizzare" — mi scrive il Professore — "Ma preferiamo starcene sdegnosamente a casa, essere indifferenti, curare i propri interessi personali. [...] O ci si organizza collettivamente e si fanno battaglie per vincerle, o si soccombe.
Non c'è altra scelta. Credo si possano trovare delle persone disponibili, magari fra quelle più semplici, non compromesse e non guastate del tutto
."
Il Professor Gaccione ha teso la mano alla nostra comunità, offrendo anche la disponibilità della sua rivista Odissea per sostenere la nostra voce. Ora tocca a noi.
Raccolgo e faccio mio questo autorevole invito a non restare indifferenti.
Mi rivolgo a voi, cittadini liberi, ex studenti, amici e associazioni che avete a cuore il bene di Acri.
Troviamoci, facciamo gruppo, uniamo le forze tra persone semplici e non compromesse dalle logiche di potere. Creiamo un movimento d'opinione determinato, che pretenda una soluzione immediata.
Chi sceglie di tutelare la vita non è mai un "forestiero".

PUBBLICATO 19/07/2026 | © Riproduzione Riservata



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