La funzione paterna come differenza generativa nella società contemporanea
Giuseppe Gencarelli
|
Osservando la società contemporanea, emerge con sempre maggiore evidenza una difficoltà diffusa nel rapporto con il limite, con la frustrazione e con la responsabilità. Non si tratta di un giudizio generazionale né di una nostalgia per modelli sociali superati, ma di una riflessione sul modo in cui oggi vengono trasmesse, o talvolta smarrite, alcune funzioni fondamentali della crescita psichica e relazionale. In questo scenario, interrogarsi sulla figura del padre significa interrogarsi sul ruolo specifico del padre in quanto uomo, all’interno della relazione educativa. Non come figura di potere, non come detentore di privilegi, ma come presenza differente, portatrice di una modalità relazionale distinta e complementare a quella materna. Riconoscere questa differenza non significa affermare una gerarchia, ma accettare che la crescita umana si fonda anche sull’incontro con l’altro.
Il padre, in quanto padre, ha storicamente rappresentato il punto di passaggio tra il mondo primario dell’accudimento e l’apertura verso l’esterno. È colui che, più frequentemente, introduce il bambino alla separazione, alla regola, al confronto con il limite e con il mondo sociale. Non per natura autoritaria, ma per posizione relazionale. Questa funzione non nasce dalla superiorità maschile, bensì dalla differenza sessuata e simbolica che struttura l’esperienza umana. Numerosi studi in ambito psicologico e neuroscientifico mostrano come il coinvolgimento paterno abbia caratteristiche specifiche. La relazione padre-figlio è spesso associata a una maggiore stimolazione all’esplorazione, alla gestione del rischio, alla regolazione dell’aggressività e allo sviluppo dell’autonomia. Il padre tende a proporre una relazione meno simbiotica e più orientata alla sfida, favorendo il passaggio dalla dipendenza alla competenza. Questo non rende la funzione paterna “migliore” di quella materna, né la sostituisce. Al contrario, ne sottolinea la complementarità. La madre offre prevalentemente protezione e continuità, il padre introduce discontinuità e differenziazione. E’ dall’integrazione di queste due polarità che nasce una struttura psichica solida.
Il lavoro di Daniel Paquette ha evidenziato come, più frequentemente, il padre tenda a stimolare l’esplorazione, il confronto con situazioni nuove e anche una certa quota di rischio controllato. Non si tratta di essere più severi o più distaccati, ma di proporre una relazione che spinge il bambino ad uscire dalla zona di comfort, a mettersi alla prova e a sviluppare fiducia nelle proprie capacità.
Quando la presenza paterna viene meno o viene svalutata culturalmente, non è l’affetto a mancare, ma una forma specifica di mediazione con la realtà. Il limite, in questi casi, non viene interiorizzato, ma esternalizzato. Il soggetto fatica a tollerare la frustrazione, a riconoscere l’autorità come funzione, a collocarsi all’interno di regole condivise. Erik Erikson ha descritto lo sviluppo dell’identità come un processo che richiede confini chiari, ruoli riconoscibili e figure adulte capaci di incarnare tali ruoli in modo credibile. La differenza paterna, in questo senso, contribuisce a fornire al soggetto una prima esperienza concreta di alterità, fondamentale per la costruzione dell’identità e del senso di appartenenza. Anche Luigi Zoja ha osservato come la crisi del padre nella modernità non coincida con una maggiore emancipazione, ma con una difficoltà diffusa nell’assumere responsabilità e nel riconoscere limiti interiori. La scomparsa del padre come figura simbolica maschile lascia il soggetto solo di fronte alla complessità, senza una mediazione capace di trasformare la libertà in progetto. Questa riflessione non difende il patriarcato né mette in discussione le conquiste in termini di parità di genere e diritti. Riconoscere il valore della funzione paterna maschile non significa affermare una supremazia, ma accettare che la differenza, quando non è gerarchia, è una risorsa strutturante. Una società realmente paritaria non elimina le differenze, le integra. Recuperare il valore del padre come padre significa restituire dignità a una presenza educativa che offre assetto, orientamento e struttura. Significa riconoscere che il limite, quando è incarnato in una relazione significativa, non opprime ma sostiene. Perché senza struttura non c’è identità, e senza identità nessuna libertà può dirsi davvero tale. Grazie Papà. Dott. Giuseppe Gencarelli. Riferimenti bibliografici. Bowlby, J. (1969). Attachment and Loss. Vol. 1: Attachment. Basic Books. Erikson, E. H. (1968). Identity: Youth and Crisis. Norton & Company.
Lamb, M. E. (2010). The Role of the Father in Child Development. Wiley.
Paquette, D. (2004). Theorizing the father-child relationship: Mechanisms and developmental outcomes. Human Development.
Recalcati, M. (2011). Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna. Raffaello Cortina Editore.
Zoja, L. (2000). Il gesto di Ettore. Preistoria, storia e attualità del padre. Bollati Boringhieri.
Osservando la società contemporanea, emerge con sempre maggiore evidenza una difficoltà diffusa nel rapporto con il limite, con la frustrazione e con la responsabilità. Non si tratta di un giudizio generazionale né di una nostalgia per modelli sociali superati, ma di una riflessione sul modo in cui oggi vengono trasmesse, o talvolta smarrite, alcune funzioni fondamentali della crescita psichica e relazionale. In questo scenario, interrogarsi sulla figura del padre significa interrogarsi sul ruolo specifico del padre in quanto uomo, all’interno della relazione educativa. Non come figura di potere, non come detentore di privilegi, ma come presenza differente, portatrice di una modalità relazionale distinta e complementare a quella materna. Riconoscere questa differenza non significa affermare una gerarchia, ma accettare che la crescita umana si fonda anche sull’incontro con l’altro.
Il padre, in quanto padre, ha storicamente rappresentato il punto di passaggio tra il mondo primario dell’accudimento e l’apertura verso l’esterno. È colui che, più frequentemente, introduce il bambino alla separazione, alla regola, al confronto con il limite e con il mondo sociale. Non per natura autoritaria, ma per posizione relazionale. Questa funzione non nasce dalla superiorità maschile, bensì dalla differenza sessuata e simbolica che struttura l’esperienza umana. Numerosi studi in ambito psicologico e neuroscientifico mostrano come il coinvolgimento paterno abbia caratteristiche specifiche. La relazione padre-figlio è spesso associata a una maggiore stimolazione all’esplorazione, alla gestione del rischio, alla regolazione dell’aggressività e allo sviluppo dell’autonomia. Il padre tende a proporre una relazione meno simbiotica e più orientata alla sfida, favorendo il passaggio dalla dipendenza alla competenza. Questo non rende la funzione paterna “migliore” di quella materna, né la sostituisce. Al contrario, ne sottolinea la complementarità. La madre offre prevalentemente protezione e continuità, il padre introduce discontinuità e differenziazione. E’ dall’integrazione di queste due polarità che nasce una struttura psichica solida.
Il lavoro di Daniel Paquette ha evidenziato come, più frequentemente, il padre tenda a stimolare l’esplorazione, il confronto con situazioni nuove e anche una certa quota di rischio controllato. Non si tratta di essere più severi o più distaccati, ma di proporre una relazione che spinge il bambino ad uscire dalla zona di comfort, a mettersi alla prova e a sviluppare fiducia nelle proprie capacità.
Quando la presenza paterna viene meno o viene svalutata culturalmente, non è l’affetto a mancare, ma una forma specifica di mediazione con la realtà. Il limite, in questi casi, non viene interiorizzato, ma esternalizzato. Il soggetto fatica a tollerare la frustrazione, a riconoscere l’autorità come funzione, a collocarsi all’interno di regole condivise. Erik Erikson ha descritto lo sviluppo dell’identità come un processo che richiede confini chiari, ruoli riconoscibili e figure adulte capaci di incarnare tali ruoli in modo credibile. La differenza paterna, in questo senso, contribuisce a fornire al soggetto una prima esperienza concreta di alterità, fondamentale per la costruzione dell’identità e del senso di appartenenza. Anche Luigi Zoja ha osservato come la crisi del padre nella modernità non coincida con una maggiore emancipazione, ma con una difficoltà diffusa nell’assumere responsabilità e nel riconoscere limiti interiori. La scomparsa del padre come figura simbolica maschile lascia il soggetto solo di fronte alla complessità, senza una mediazione capace di trasformare la libertà in progetto. Questa riflessione non difende il patriarcato né mette in discussione le conquiste in termini di parità di genere e diritti. Riconoscere il valore della funzione paterna maschile non significa affermare una supremazia, ma accettare che la differenza, quando non è gerarchia, è una risorsa strutturante. Una società realmente paritaria non elimina le differenze, le integra. Recuperare il valore del padre come padre significa restituire dignità a una presenza educativa che offre assetto, orientamento e struttura. Significa riconoscere che il limite, quando è incarnato in una relazione significativa, non opprime ma sostiene. Perché senza struttura non c’è identità, e senza identità nessuna libertà può dirsi davvero tale. Grazie Papà. Dott. Giuseppe Gencarelli. Riferimenti bibliografici. Bowlby, J. (1969). Attachment and Loss. Vol. 1: Attachment. Basic Books. Erikson, E. H. (1968). Identity: Youth and Crisis. Norton & Company. Lamb, M. E. (2010). The Role of the Father in Child Development. Wiley. Paquette, D. (2004). Theorizing the father-child relationship: Mechanisms and developmental outcomes. Human Development. Recalcati, M. (2011). Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna. Raffaello Cortina Editore. Zoja, L. (2000). Il gesto di Ettore. Preistoria, storia e attualità del padre. Bollati Boringhieri.
|
PUBBLICATO 21/10/2026 | © Riproduzione Riservata

L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.
Ultime Notizie
OPINIONE | LETTO 55
La funzione paterna come differenza generativa nella società contemporanea
Osservando la società contemporanea, emerge con sempre maggiore evidenza una difficoltà diffusa.... ... → Leggi tutto
Osservando la società contemporanea, emerge con sempre maggiore evidenza una difficoltà diffusa.... ... → Leggi tutto
FUORI ROTTA | LETTO 503
Una maggioranza senza visione, un'opposizione senza peso
Ci sono città che si governano e città che si lasciano andare. La nostra , da troppo tempo, appartiene alla seconda categoria. È da tanto, troppo tempo, che si và avanti in modalità " navigare a vista ... → Leggi tutto
Ci sono città che si governano e città che si lasciano andare. La nostra , da troppo tempo, appartiene alla seconda categoria. È da tanto, troppo tempo, che si và avanti in modalità " navigare a vista ... → Leggi tutto
SPORT | LETTO 334
Silana - Virtus Acri è stata una partita dai due volti ben distinti
Un primo tempo decisamente a favore dei padroni di casa, entrati in capo molto determinati e aggressivi. Del resto con una sola vittoria e quattro sconfitte dalla panchina di mister Orlando Giovanbat ... → Leggi tutto
Un primo tempo decisamente a favore dei padroni di casa, entrati in capo molto determinati e aggressivi. Del resto con una sola vittoria e quattro sconfitte dalla panchina di mister Orlando Giovanbat ... → Leggi tutto
ARHEOLOGIA | LETTO 237
Studi archeologici: Convenzione Comune-Unical
Il territorio di Acri ha dato alla collettività, in questi ultimi 60 anni.... ... → Leggi tutto
Il territorio di Acri ha dato alla collettività, in questi ultimi 60 anni.... ... → Leggi tutto
NEWS | LETTO 659
Ospedale, cosa prevede il piano regionale per il Beato Angelo
Medicina, dialisi e oncologia tra i servizi previsti. Ma per capire quale sarà il futuro dell’ospedale bisogna conoscere i posti letto disponibili e i servizi che funzionano davvero. Che cosa prevede ... → Leggi tutto
Medicina, dialisi e oncologia tra i servizi previsti. Ma per capire quale sarà il futuro dell’ospedale bisogna conoscere i posti letto disponibili e i servizi che funzionano davvero. Che cosa prevede ... → Leggi tutto



