INTERVISTA Letto 4059  |    Stampa articolo

Il Consiglio Comunale approva le De.C.O.

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Nei giorni scorsi, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il regolamento sulle De.C.O. Ne abbiamo discusso con Giulio Romagnino, presidente della Commissione consiliare cultura.
Si tratta, dice, dell'acronimo di Denominazione Comunale d’Origine, un’operazione di marketing territoriale che rilascia l'Ente comunale a seguito di formale richiesta corredata da disciplinare e riferimenti storici proposta da chiunque volesse iscrivere nell'apposito registro un prodotto, un piatto o comunque, generalizzando, un "sapere" una "tradizione identitaria" della nostra comunità. Oggi, che per sopravvivere bisogna correre, inseguire la tecnologia, affrontare le sfide di un mercato globalizzato, dobbiamo proporci al grande pubblico con la nostra identità, questa non possiamo inventarla, ma solo ricercarla nei saperi costruiti attorno alle produzioni della nostra terra e all'esperienza dei nostri artigiani, in altre parole non dobbiamo perdere di vista le nostre radici, le nostre vocazioni.
Quale l’impatto sul territorio?
Le De.C.O. sono uno strumento, un’ occasione per individuare prodotti locali la cui preparazione è legata fortemente al territorio. L'istituzione è solo l'inizio, dopo ci vuole una spinta dal basso, l'interesse da parte dei cittadini, delle associazioni ma soprattutto dagli operatori economici e turistici che devono credere nelle proprie potenzialità ed in quelle offerte dal territorio. Per la nostra città, ricca di storia e tradizioni, potrebbe rappresentare un volano di sviluppo attraverso la semplice riscoperta della nostra identità, che sicuramente non è industriale o di servizi, ma il risultato di attività agricole di piccola scala, di prodotti tipici non ripetibili in altre zone perché preparati dalla combinazione di materie prime locali e di tecniche tradizionali di produzione tramandate nel tempo.
Quali gli obiettivi?
Sono ambiziosi, dopo una prima fase, occorre definire insieme agli operatori economici una strategia di valorizzazione dei prodotti tipici locali, come importanti strumenti di comunicazione e d’ immagine. La sfida è quella di trasformare il nostro territorio in valide ed attraenti offerte turistiche, partendo dalla conoscenza del patrimonio a disposizione e dalle sue potenzialità, per arrivare a confezionare un "prodotto" che riesca ad essere percepito e raccontato dal turista. Per raggiungere l'obiettivo, oltre ad offrire la qualità del prodotto tipico, dobbiamo consentire al turista di vivere un'esperienza unica, autentica, dove il prodotto tipico diventa il pretesto per conoscere il territorio attraverso tutte le sue testimonianze storiche ed artistiche, i prodotti agroalimentari e artigianali, ma anche la cultura e le tradizioni locali.
Come possono legarsi con gli altri centri di cultura?
Il successo di un territorio è determinato da tutta la comunità, bisogna mettere in relazione tutti i "saperi" ed ogni angolo di territorio, non solo i luoghi deputati alla cultura. La città ha bisogno di attivare relazioni esterne per alimentare e far funzionare un "prodotto" che attragga turismo, quindi ognuno di noi ha un ruolo, i centri di cultura hanno un ruolo più importante e devono fare la loro parte con la propria offerta ed insieme agli altri. Ritengo che il modo migliore è costruire una rete, una interdipendenza con gli altri in modo da offrire al turista un percorso autentico capace di legare le singole offerte e far vivere al turista una esperienza tipica che possa ricordarla e raccontarla.

PUBBLICATO 01/06/2016 | © Riproduzione Riservata



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