Lettera aperta al neo assessore Capalbo
Giacinto Le Pera
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Gent.Ma Assessora Capalbo, innanzitutto molti auguri per questa nuova sfida!
Ci siamo conosciuti circa un anno fa, qualche giorno dopo le Sue dimissioni dall'Assessorato alla Cultura e che, da oggi, riproverà a gestire con tutta la passione che La contraddistingue. Non sono certo se dopo la Sua uscita dal Potente Palazzo aveva avuto modo di seguire la vicenda del Caffè Letterario, e per ciò mi permetto di farLe una breve cronistoria: il 10 giugno 2015 il sottoscritto protocollava presso il Municipio di Acri una richiesta (qui in allegato) di gestione temporanea dello spazio del Caffè Letterario, da inserire (a mie spese) nel programma dell'edizione 2015 dell'Estate Acrese, proponendo eventi site-specific per un totale di 8 fine settimana (4 a luglio e 4 ad agosto) con l'intenzione di promuovere un progetto corale con le varie competenze artistiche del luogo e, ovviamente, assecondando i desiderata dell'Amministrazione. Purtroppo a quella mia non ci fu nessuna risposta nonostante fossi riuscito -attraverso una dettagliata relazione d'intenti- ad ottenere parere favorevole da parte del Comitato di Gestione del Maca e che, quanto me, rimase sconcertato dalla non risposta da parte del Comune per tale iniziativa, ma ancor di più dal fatto (gravissimo) che solo dopo pochi giorni dalla mia richiesta, e per l'esattezza il 19 giugno dello stesso anno, veniva sottoscritto un affido diretto dello spazio per ben 5 anni (e tra l'altro a titolo gratuito) tra il Comune di Acri e la Società Oesum Digital Exibition sas: essendo un atto illegittimo con palese abuso d'ufficio, ho combattuto affinché il tutto venisse discusso in Consiglio con conseguente rivisitazione relativa al punto contrattuale della gestione del Caffè Letterario in quanto soggetto a pubblica gara. Appena scoperchiata la pentola venne fuori, anche, altro episodio da parte del Mastro Vetraio Silvio Vigliaturo che, preoccupato dall'essere stato beccato con le mani nel vaso della marmellata, si adoperò immediatamente e l'11 luglio 2015 inviò una letterina (clicca qui per leggerla) al Sindaco Nicola Tenuta attraverso la quale sottolineava che "non avrebbe potuto accettare" la gestione dello spazio in quanto aveva "scoperto", dopo averlo firmato, che nel contratto siglato il 19 giugno qualcuno si era permesso di fargli un regalo che durava 5 anni e che lo avrebbe sommato al regalo dell'intero Palazzo Sanseverino Falcone che altri politicanti smemorati gli hanno fatto oramai da svariati anni. Certo è che il Sig. Vigliaturo crede che nei suoi confronti ci sia una forza occulta che lo perseguita: per esempio trova ingiusto che gli sia stata tolta la possibilità di lasciare in eredità ai suoi eredi e che a loro volta avrebbero continuato a lasciare verso altri eredi quanto oggi gestisce; trova strano non poter più usufruire dello spazio bookshop (anche questo pubblico) per poter vendere propria chincaglieria ma scontrinando a nome dell'Amministrazione; trova inconcepibile che dal logo del Museo sia stato tolto il suo nome che tanto attirava il gotha della cultura internazionale; insomma è convinto che le critiche che gli piovono addosso siano frutto di uno scientifico disegno denigratorio verso la sua persona e che vorrebbe sminuire il suo inestimabile impegno verso la diffusione di Cultura per l'intera comunità acrese e non solo. Finalmente, dopo un anno, il Supremo Consiglio Comunale della città di Acri, il 25 maggio u.s. , all'unanimità ha votato non si è capito bene cosa in merito alla gestione del Caffè Letterario ed ha definitivamente "liberato" ufficialmente il Sig. Vigliaturo dall'incombenza di prendersi in carico lo spazio in questione che tanto artificiosamente era stata tramata a sua insaputa. A questo punto però il direttore artistico dovrebbe ringraziarmi: non fosse stato per me si sarebbe trovato, suo malgrado, a sopportare ulteriore impegno. Ecco Gentile Assessora, durante la Sua assenza, questo è quanto accaduto (anche) nelle stanze dei due Palazzi. Di certo Lei avrà un bel da fare da adesso in poi e non solo in merito al Maca ma, in virtù di quanto aveva dichiarato in un articolo a firma di Roberto Saporito e apparso sul sito Acri In Rete il giorno dopo le sue dimissioni (maggio 2015) dove difendeva giustamente le cose fatte tra cui aver "messo mano ai regolamenti della Fondazione Padula e del Museo Maca toccando, forse, interessi operando scelte precise e coraggiose mai fatte in molti anni" , mi auguro vivamente che riprenda da dove aveva lasciato cercando, per esempio, di intraprendere una "normale" attività di controllo per mettere in chiaro i flussi finanziari che gravitano attorno alla gestione del Maca in quanto di soldi pubblici si tratta: la comunità tutta ha il diritto di leggere i bilanci e capire se quanto viene speso risulta essere in perfetto equilibrio con quanto riceve in cambio sotto forma di servizi e di attività "culturali". E spero si preoccupi anche della segnaletica (può sembrare una sciocchezza ma la confusione che crea non aiuta la promozione di uno Spazio Culturale) che indica come arrivare al Museo Civico e che a oggi risulta ancora impegnata col nome di Silvio Vigliaturo (ci parli Lei e lo tranquillizzi qualora dovesse pensare che questa sia l'ennesima congiura). AugurandoLe un sereno e produttivo lavoro, cordialmente saluto.
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PUBBLICATO 10/06/2016 | © Riproduzione Riservata

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