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Elezioni comunali: anche noi diciamo la nostra…

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Con l’uscita del decreto del Presidente della Repubblica è ufficiale Acri andrà al voto tra la fine di maggio e i principi di giugno, tanto movimento si percepisce nell’aria e si scorgono i primi sentori dell’atmosfera pre-elezioni: candidature già acclamate, altre ipotizzate e giochi di potere che si disegnano e progettano.
Allo stato attuale della situazione locale e valutando cosa è successo già in altre realtà italiane più o meno importanti è necessario considerare un nuovo elemento: i cittadini sono stanchi e si sono svegliati, hanno preso coscienza che è necessaria una svolta nell’andamento finora avuto dalle amministrazioni che si sono succedute nel corso degli ultimi 20 anni, la crisi ormai ha fatto sì che anche le coscienze più pacate siano tese e desiderose di soluzioni all’attuale situazione e, soprattutto, pronte a battersi affinché questo avvenga.
Fra questi ormai operativi da più di un anno i commercianti locali che hanno smesso di essere semplici fruitori di tutto quello che veniva propinato e unendosi hanno dato vita ad un gruppo ancora in crescita che ha la volontà di riportare prosperità e benessere in un territorio già ricco di storia, di tradizioni, di bellezza, di buona cucina e di produzioni eccellenti che è stato depauperato dalle cattive politiche e scelte amministrative fin qui condotte.
Noi siamo gli unici che su questo territorio hanno investito e continuano ad investire ogni giorno portando servizi fruibili a tutti, eppure nessuno ha mai considerato il valore delle attività commerciali e artigianali presenti sul territorio, ogni saracinesca abbassata implica perdita di valore per tutto il territorio: comporta spopolamento, case chiuse, servizi mancanti, mancanza di crescita demografica e tanto altro ancora e di conseguenza meno classi nelle scuole, meno insegnanti, meno impiegati nei pochi uffici rimasti, meno professionisti operanti sul territorio, meno utenze, meno tasse e imposte versate… siamo qui a chiedere a chi vorrà essere il Sindaco di Acri di considerarci come interlocutori attivi, e non come destinatari di finte promesse, siamo ancora tanti, ma è necessario per tutti noi non perdere quest’ultimo treno per poter invertire il processo di desolazione che ci sta annientando, abbiamo un peso importante per permettervi di sedere su quella poltrona e oggi, più che mai, siamo “Determinati” ad essere “Determinanti” sul futuro del nostro paese, anche perché abbiamo imparato l’importanza e la potenza del fare insieme e della collaborazione.

PUBBLICATO 01/03/2017 | © Riproduzione Riservata



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