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Lo strano destino di IDV.

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
Le dinamiche politiche che stanno animando l'approccio alle elezioni di aprile creano non poche difficoltà in periferia.
Così, in molte realtà locali, chi in fino a ieri, cioè fino a ventiquattr'ore fa, si faceva la guerra, oggi, con afflato ecumenistico, riconosce il vecchio avversario come nuovo compagno di ventura.
Nulla di scandaloso, per carità, ma certi approdi hanno un senso solo se figli di un percorso a tappe.
Diventano paradossali, talora, con sovrano disprezzo del ridicolo, gabellati anche come la cosa più normale di questo mondo.
A tal riguardo, emblematica è la vicenda di "Italia dei Valori", che ad Acri riconosce nel consigliere regionale Maurizio Feraudo la sua figura più in vista.
I dipietristi alle ultime elezioni comunali hanno raccolto poche centinaia di voti e, solo per grazia ricevuta, sono riusciti a ottenere un assessorato.
A distanza di qualche mese, hanno formato anche un gruppo consiliare, con Angelo Gencarelli e Luigi Cavallotti, provenienti rispettivamente da Forza Italia e Margherita.
Questa operazione è stata duramente stigmatizzata dal resto della coalizione di centrosinistra, che, senza mezzi termini, l'ha definita un atto di puro trasformismo.
Ne è conseguita l'estromissione di "Italia dei Valori" dalla maggioranza e il ritiro dell'assessore in giunta.
Da allora, cioè da poco più di un anno, i dipietristi non perdono occasione per polemizzare con il sindaco Coschignano e con la giunta che egli guida.
La polemica ha raggiunto livelli prossimi alla carte bollate e ai timbri di tribunale e, in talune circostanze, è trascesa in insulti assai poco edificanti.
"Italia dei Valori" a un certo punto ha anche flirtato con il centro - destra, lasciando intendere che sarebbe stata possibile un'alleanza.
Evidentemente deve essere finito il tempo del "caro Gino" se oggi il consigliere Gencarelli arriva finanche a prefigurare un ingresso in maggioranza.
Se così fosse, saremmo per davvero a quelle che Fini ha definito comiche finali.
Intanto perché si dimentica che le ragioni per le quali "Itali dei Valori" è stata posta fuori dalla maggioranza stanno ancora tutte lì, poi perché la polemica con l'amministrazione comunale è giunta a un livello tale da rendere quasi impossibile una simile operazione, quantomeno nell'immediato.
Gencarelli è troppo avveduto per non rendersene conto, e questo legittima a pensare che abbia voluto buttarla lì, solo "per vedere l'effetto che fa".
Se, come appare probabile, dopo le elezioni i dipietristi confluiranno nel Partito Democratico, tutto verrebbe rimesso in discussione, ma oggi questo cambiamento di posizioni di "Italia dei Valori" appare quantomeno sospetto.
In ogni caso, non può bastare l'accordo tra Veltroni e Di Pietro per rendere valida l'alleanza con chi, fino a ieri, era considerato la quintessenza del male.
Occorre qualcosa di più convincente.


Fonte: "Il Quotidiano della Calabria" del 17-02-2008.

PUBBLICATO 17/02/2008

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